Arrosticini, le 5 migliori sagre dell’estate

Abruzzo, ma non solo: sono numerose le manifestazioni che, in tutta Italia, celebreranno questa specialità nata con la transumanza. E dove le giuste proporzioni tra grasso e magro sono fondamentali

Fosse finito il decennio, e dovessimo scrivere un articolo ai “10 piatti che andavano di moda negli anni ’10”, un posto d’onore sarebbe toccato certamente a lui: all’. Questo piatto antichissimo, a base di carne di pecora o di castrato – simbolo della transumanza che si svolgeva nella fascia appenninica tra Umbria, Marche e Abruzzo, fino ai pascoli invernali del Tavoliere – da qualche anno è fuoriuscito dalla ristretta cerchia di appassionati e abbonda sulle tavole di tutta Italia. Soprattutto d’estate, quando l’arrosticino riscopre le sue radici di cibo di strada, anche se sarebbe più corretto parlare di “cibo di tratturo”. Ecco allora le 5 sagre dell’arrosticino più ambite dell’estate.

 A L’Aquila Man vs Arrosticini!

Al Lago Sinizzo (San Demetrio Ne’ Vestini) vicino L’Aquila la sfida di quest’anno è vicina! Questa è la finale regionale del primo campionato regionale MAN vs ARROSTICINI, ideato da Arrosticinidabruzzo.com e coordinata e gestita dal suo team. Il campionato sta arrivando alla sua fine  29 Giugno chi mangerà più arrosticini? Questa è una delle finali regionali (le altre due si sono svolte Farindola (PE) e Basciano (TE) e fra poco sapremo il nome del vincitore.

Civitella Casanova, una festa da guinness

Partiamo dalla sua terra d’elezione, l’Abruzzo. La zona di maggiore diffusione dell’arrosticino sembra essere quella di Villa Celiera e Civitella Casanova (Pescara), ai piedi del Gran Sasso. A Civitella Casanova, l’ultima settimana di luglio, si svolgerà la più importante delle sagre dell’arrosticino. Lo scorso anno la località era entrata nel Guinnes dei primati con l’arrosticino più lungo del mondo: 10 metri e 13 centimetri, per un totale di 130 kg di carne! E il risultato è stato raggiunto seguendo tutte le regole della tradizione, dall’unico ceppo in legno (ricavato da un unico arbusto) dove la carne viene infilata fino al disosso delle pecore e alla giusta proporzione e alternanza di grasso e magro.

A Farindola c’è anche il pecorino

“Settembre, andiamo. È tempo di migrare. / Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori / lascian gli stazzi e vanno verso il mare: / scendono all’Adriatico selvaggio / che verde è come i pascoli dei monti.” I pastori, la poesia dell’abruzzese Gabriele D’Annunzio, è forse il più celebre affresco della transumanza. Dove però il “settembre”, complice il turismo, da qualche anno per l’arrosticino è diventato appunto “luglio” o “agosto”. L’edizione 2018 della Sagra degli arrosticini e del formaggio pecorino, a Farindola, si svolgerà infatti dal 3 all’ 8 agosto ed è un appuntamento imperdibile per tutti coloro che, magari in vacanza sulla riviera adriatica, intendono scoprire le ricchezze enogastronomiche dell’entroterra.

Fabrica di Roma, delizie a base di pecora

La transumanza, oltre che sull’asse Abruzzo-Tavoliere, avveniva anche tra le montagne umbre e laziali e l’Agro Romano. Ecco così che, anche nel Lazio, ci si dà da fare con la Festa della pecora, che raddoppia l’appuntamento, il 13-14-15 luglio  e il 20-21-22 a Fabrica di Roma (Viterbo), terra in cui sono presenti numerosi allevatori. Oltre agli arrosticini ci saranno salsicce di pecora, gnocchi al castrato, pecora alla brace e alla callara – dove la carne di pecora viene lessata, altro piatto tipico della transumanza – e coratella. Sarà presente anche un maestro formaggiaio che illustrerà tutte le tecniche e i piccoli segreti della lavorazione del formaggio e della ricotta di pecora.

Quelle “mattarelle” in Valtellina

Un altro evento tra i più rinomati si terrà, dal 21 al 23 Settembre e dal 28 al 30 settembre a Cosio Valtellino (Sondrio), con la locale Festa degli arrosticini. Che ogni anno richiama migliaia di appassionati. Una festa in cui due aree di montagna si incontrano: in Valtellina, infatti, ci saranno anche tante specialità a base di tartufo, pecorino e peperoncino. Un legame, quello tra la Valtellina e l’Abruzzo, che risale in particolare alla Prima guerra mondiale, quando numerosi Abruzzesi (soprannominati, con simpatia, “mattarelle”) andarono a far parte dei reparti alpini che combatterono valorosamente sul fronte della “guerra bianca” tra lo Stelvio e il Tonale.


Fonte: https://www.lacucinaitaliana.it/

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