Scuola, studenti in piazza in tutta Italia. A Torino bruciati manichini di Salvini e Di Maio

Più di 70mila studenti, in oltre cinquanta piazze, manifestano oggi contro la  e per sollecitare un intervento sui costi economici dello studio. Annunciando uno stato di agitazione permanente, le reti di studenti Uds, Rete conoscenza e Link denunciano la mancanza di risorse e provvedimenti concreti per contrastare la precarietà nel mercato del lavoro. “Il cambiamento tanto propagandato – affermano – sembra in netta continuità con il passato, perché è assente un progetto di rilancio dello sviluppo sostenibile per il nostro Paese”.Il ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha commentato così la mobilitazione nazionale: “Ci sono ragazzi che stanno manifestando, per prima cosa vediamoci, le porte del ministero sono aperte. Le manifestazioni si devono fare, andate avanti – ha aggiunto – ho fatto il rappresentante degli studenti, so bene quale è il valore di una pressione sociale pacifica. Ma non è vero che tagliamo a scuole e università. Vediamoci per un confronto”.  A Torino alcuni studenti hanno bruciato i manichini raffiguranti i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Sui lampioni di piazza Castello, dove , sono state attaccate alcune foto dei leader di Lega e Movimento 5 Stelle col volto imbrattato di vernice rossa. Il segretario leghista ha commentato così, su twitter, il gesto: “Questi “democratici” studenti, coccolati dai centri sociali e da qualche professore,avrebbero bisogno di molte ore di educazione civica. Forse capirebbero che BRUCIARE in piazza il manichino di Salvini, e di chiunque altro, o appenderne ai lampioni le immagini è una cosa schifosa”. 

Il corteo, promosso dagli Studenti Indipendenti, per protestare “contro razzismo, finto governo del cambiamento e disuguaglianze”, è partito da piazza Arbarello e sfila per le vie del centro città per raggiungere piazza Castello. Davanti al Miur, in corso Vittorio, i ragazzi hanno bruciato anche una telecamera di cartone posta sopra dei mattoni. “I mattoni sono quelli che rischiano di caderci in testa tutti i giorni – spiegano – Le telecamere sono quelle che vogliono mettere in ogni scuola per controllarci”.“Dalle scuole all’università costruiamo una società multiculturale che educhi alle diversità a partire dai luoghi del sapere”, scrivono su Facebook gli organizzatori della manifestazione. 


Fonte: http://www.repubblica.it/scuola

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