Millecento meraviglie e 100 guide straniere per mostrarle. Giornate Fai tra bellezza e solidarietà

La bellezza come ponte tra culture. Perché l’arte nasce dal flusso di idee, persone ed emozioni che migrano da un luogo all’altro, da un continente all’altro. E’ questo il messaggio che viene dalla Giornate di primavera organizzate dal Fondo Ambiente Italia. Sabato 23 marzo e domenica 24 marzo il Fai attende un milione di visitatori a cui propone una lettura particolare del nostro paesaggio culturale. Si potranno ammirare 1.100 meraviglie dell’arte (affreschi, giardini, castelli, chiostri) normalmente chiuse. E si guarderanno con occhi attenti alle radici di questa ricchezza.

In Piemonte il pavimento del Castello di Masino, che viene da Palmira, sarà raccontato da un siriano. A Villa Panza (Varese) la storia delle maschere tribali sarà spiegata da un sudanese e da un guineano. A Ravenna i ciceroni che guideranno la visita alla chiesa ortodossa del Santo Spirito saranno un’ucraina e una rumena. A Roma i visitatori verranno accompagnati davanti agli affreschi di Palazzo Firenze da un’indiana e da un africano.

In tutta Italia più di un centinaio di volontari di origine straniera racconteranno gli aspetti storici, artistici e architettonici della loro cultura di provenienza che, a contatto con la nostra, hanno contribuito a costruire il mix dell’arte italiana. Alla Biblioteca Carlo Viganò dell’Università Cattolica a Brescia si percorrerà il viaggio tra le lingue latina, greca, araba e volgare attraverso manoscritti, incunaboli e libri antichi che documentano lo sviluppo dell’algebra, dell’astronomia, della fisica e di altre scienze. Piazza Sett’Angeli, a Palermo, diventerà un libro all’aperto in cui leggere la storia millenaria della città. Così come le contaminazioni culturali che hanno costruito il primato dell’arte italiana emergeranno dal tour al Gabinetto Cinese di Palazzo Reale a Torino, rivestito con pannelli di lacche provenienti dalla Cina, o dalla visita a Venezia alla Scuola Dalmata dei Santi Giorgio e Trifone, che ancora oggi mantiene vivo il legame culturale con i dalmati. Firenze. Stadio Comunale Artemio Franchi


Fonte: http://www.repubblica.it/ambiente

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