Plastica, 100 milioni di tonnellate all'anno disperse in natura

CENTO milioni di tonnellate di all’anno vengono disperse in natura e solo un 40% del totale portebbe essere evitato con il . Il computo del World Wide Fund for Nature è nel internazionale “Responsabilità e rendicontazione, le chiavi per risolvere l’inquinamento da plastica”, appena diffuso, a meno di una settimana dall’Assemblea delle Nazioni Unite sull’Ambiente (UNEA-4) che si svolgerà a Nairobi (11-15 marzo).

La quantità di plastica prodotta ogni anno nel mondo è di 396 milioni tonnellate e se una buona parte finisce disperso nell’ambiente è “per colpa della scorretta gestione della filiera della plastica (dalla produzione, al consumo, al riciclo, allo smaltimento)”, sostiene il Wwf.

Almeno 240 le specie animali sono vittime dell’ingestione di Invertire la rotta si può: firma la Petizione WWF per un Accordo globaleNatura — WWF Italia (@WWFitalia) I dati forniti dal rapporto offrono in effetti un quadro allarmante. Se pensiamo che in 5 giorni un cittadino italiano produce da solo 1 kg di rifiuti in plastica, di cui una parte minima finisce in discarica (0,6 kg, di cui 0,2 smaltiti in maniera scorretta), le previsioni non possono essere rosee: se il contesto rimarrà immutato, entro il 2030 l’inquinamento dato da questo materiale fin troppo duraturo sarà doppio rispetto all’attuale e gli (dove attualmente finisce l’80% degli scarti in plastica da fonte terrestre) in particolare saranno i più colpiti.

Neppure il riciclo, così com’è, fa ben sperare. “Gli sforzi che ad oggi sono stati attuati per migliorare la capacità di gestione dei rifiuti nel mondo – si legge nel report – non riusciranno però ad evitare che 104 milioni di tonnellate di plastica vengano disperse in natura entro il 2030”. Eppure lo scenario per una natura #plasticfree, sostiene il Wwf, dimostra che ancora possiamo invertire la rotta: con un approccio più sistemico lungo tutto il ciclo di vita della plastica, nei prossimi 15 anni si potrebbe arrivare a ridurre del 57% i rifiuti plastici (pari a 188 milioni di tonnellate di plastica in meno).

Se la svolta per il bando alla plastica monouso sta prendendo piede nei cinque continenti, quello che manca ora è un “trattato globale vincolante” che freni l’ di cui tutto il mondo sembra essersi accorto. La richiesta dell’associazione arriva sotto forma di cui hanno già risposto oltre 250mila cittadini.

Domani, in un incontro con il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, “chiederemo che l’Italia sia leader in Europa e nel Mediterraneo per sostenere” la procedura per il Trattato globale vincolante sull’inquinamento marino da plastica.” – annuncia il presidente del Wwf Italia, Donatella Bianchi – Questo, unito ad una crescita di , potrebbe abbattere della metà la produzione di plastica vergine. Inoltre, migliorare la gestione dei rifiuti e incrementare il riutilizzo creerebbe un’economia della plastica priva di forme di inquinamento capace di creare oltre 1 milione di posti di lavoro nella filiera del riciclo e rilavorazione”.


Fonte: http://www.repubblica.it/ambiente

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