Spreco alimentare, agli italiani costa 15 miliardi di euro

ROMA. Ogni anno, tra distrazione e poca programmazione nel fare gli acquisti, gli italiani nelle loro case bruciano 12 miliardi di euro, i 36 chili di alimenti che gettano nella spazzatura e che avrebbero potuto consumare. Non solo, sprecano decisamente più cibo che energia o acqua. Sono 15 in totale però i miliardi miliardi che finiscono nella spazzatura, lo 0,88% del Pil, di cui quasi l’80% all’interno mura domestiche. Pane e verdure fresche sono fra gli alimenti più spesso buttati, ma pesano anche bevande analcoliche, legumi, frutta fresca e pasta.

Eppure qualcosa è migliorato, per educazione o crisi, negli iltimi quattro anni siamo passati da un italiano su due che gettava cibo nel cestino una volta al giorno, a uno su cento: 2,4 kg al mese si buttano in ogni casa (valore 28 euro), ma la maggior parte degli italiani pensa erroneamente che la responsabilità dello spreco alimentare totale non sia delle singole famiglie, ma del pubblico: scuole, uffici, ospedali, caserme.

Gli appuntamentiNella sesta Giornata contro lo spreco alimentare organizzata dal ministero dell’Ambiente, a fotografare il rapporto degli italiani sono i dati raccolti da Waste Watchers e Last minute Market, lo spin off dell’Università di Bologna che da vent’anni si occupa dell’argomento, ed SWG. Se ne è parlato alla Fao a Roma, presentando, oltre a una interessante mostra con i disegni sul tema di Altan, una hit parade dell’Italia sprecona: proprio il cibo è infatti in cima alla deprimente classifica.

Nella sede di Roma dell’Enpam (Piazza Vittorio Emanuele II 78), domani si preseguirà dalle 10 con una mattinata dedicata all’educazione alimentare e al valore del cibo, ovvero il rovescio dello spreco, alla quale parteciperanno centinaia di studenti. 

L’hit parade degli sprechi“La percezione degli italiani – spiega Andrea Segrè, fondatore e presidente di Last Minute Market – è ancora poco consapevole. Basterebbe acquistare ciò che serve realmente, compilando liste precise che non cadono nelle sirene del marketing, scegliendo alimenti locali e di stagione basati sulla Dieta Mediterranea, consultando etichette e scadenze, utilizzando al meglio frigo, freezer e dispensa per gli alimenti senza stiparli alla rinfusa”. Negli ultimi cinque anni lo spreco alimentare supera di gran lunga la percezione di quello idrico, energetico o monetaro. Il settore alimentare è quello in cui si spreca di più per il 74% degli italiani, era il 60% nel 2014. Mentre quello idrico segue per il 48%, quindi quelli legati a mobilità (25%) ed energia elettrica (22%). I rimediL’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market / Swg sull’Economia circolare e la sostenibilità racconta i diversi modi in cui proviamo a evitare di buttar via soldi e cibo: 7 italiani su 10 ritengono che un’educazione alimentare (72%) aiuterebbe, il 26% propone nuovi packaging e il 20% incentivi e sanzioni legati alla poca attenzione alla pattumiera.

Ma nella realtà cosa fanno gli italiani per evitare di buttar via soldi col cibo sprecato? Il 65% controlla la dispensa prima di fare la spesa, il 61% congela il cibo. Più di un italiano su due (52%) controlla se si possa ancora mangiare prima di buttarlo. Molti fanno ricette con gli avanzi, solo un italiano su tre (34%) chiede al ristoratore una bag per trasportare a casa quello che non ha mangiato. Un italiano su cinque (22%) dona al vicino il cibo in eccesso a rischio spreco.

I punti venditaI negozi al dettaglio sono sempre meno frequentati dai consumatori (18%), così come il mercato (15%) a favore della schiacciante concorrenza dei supermercati (7 italiani su 10) e ipermercati (3 italiani su 10). Avanza l’acquisto online, usato dall’8 per cento degli intervistati. I risultatiNel 2019 festeggia i suoi primi 20 anni Last Minute Market, che grazie al  networking con 350 punti vendita e oltre 400 enti del terzo settore, recupera annualmente 55mila pasti cotti, prodotti alimentari per un valore di 5,5 milioni euro, farmaci per 1.000.000 e piu’ di 1000 tonnellate di prodotti non alimentari.  


Fonte: http://www.repubblica.it/ambiente

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