Champagne a San Valentino: le 10 regole per non rovinare il brindisi

La festa degli innamorati esige un calice di bollicine, ma attenzione a non incorrere in questa serie di possibili errori

Le candele sono pronte per essere accese, qualche petalo di rosa è stato tatticamente sparpagliato qua e là tra le varie stanze della casa e il menu è stato messo a punto con attenzione, tra stuzzichini voluttuosi e suggestioni afrodisiache. Cosa manca, dunque, per completare il quadretto della perfetta cena di San Valentino? Le bollicine, certo. Per la serata più romantica dell’anno meglio togliersi qualche sfizio e puntare a uno spumante di qualità. Magari scegliendo uno champagne, come suggerisce la tradizione, per un brindisi all’insegna dell’eleganza e della complicità. Attenzione, però: una bottiglia pregiata, ça va sans dire, richiede anche una serie di accortezze degne del suo rango. Meglio dunque evitare errori da principianti e ripassare con attenzione queste 10 regole fondamentali.

1) La giusta temperatura

Uno champagne deve essere servito fresco, ovviamente. Ma attenzione: fresco non significa a un passo dal trasformarsi in un gigantesco ghiacciolo a forma di bottiglia. La temperatura corretta di servizio oscilla tra gli 8 e i 10 gradi: per raggiungerla rispolverate quel secchiello in argento che tenete nella credenza da una decina d’anni, riempitelo di ghiaccio, acqua e sale e concedete al vostro spumante un bagno rinfrescante lungo almeno una ventina di minuti.

2) Niente botto, grazie

Non è Capodanno, non sta per partire un trenino al grido di Brigitte Bardot Bardot e no, non avete vinto un Gran Premio di Formula1. Per aprire la vostra bottiglia impugnate il tappo con decisione e iniziate a estrarlo ruotandolo avanti e indietro a poco a poco, senza lasciarlo scappare. Vi risparmierete il lampadario della sala da pranzo, una sgradevole fontanella sulla tavola imbandita e un rumore molesto di troppo.

3) Occhio al bicchiere

La coppa per lo champagne è meglio lasciarla a chi tenta ancora di farsi un’idea delle dimensioni del seno della regina Maria Antonietta. Nel 2019 è meglio scegliere un comune calice da vino bianco, o in alternativa la caratteristica flûte a tulipano. L’obiettivo è quello di conservare più a lungo i profumi del vino.

4) Un bicchiere pulito, ma nel modo giusto

Forse non tutti lo sanno, ma il modo in cui si lava il bicchiere prima del brindisi è fondamentale per permettere ai profumi e alle bollicine dello spumante di esprimersi al meglio. È importante non usare detergenti che potrebbero lasciare residui sul vetro, e non aiutarsi nell’asciugatura con un canovaccio: è sufficiente un po’ di acqua calda, per poi lasciare asciugare il bicchiere in totale autonomia, a testa in giù.

5) Versare con cautela

Poiché si presume che in una cena romantica nessuno dei due abbia intenzione di rubare la bottiglia dal tavolo e scappare, è meglio versare lo champagne nel bicchiere con cognizione. Ricordandosi che sì, gli spumanti tendono a traboccare, e che no, non volete inzuppare la tovaglia ancor prima di iniziare a mangiare. Quindi ricordiamoci di versare in due tempi, facendo trascorrere qualche secondo prima del rabbocco, e di non superare mai i due terzi del bicchiere. L’effetto “pieno fino all’orlo” non facilità il brindisi e spegne l’entusiasmo.

6) No alla bottiglia vuota ribaltata

No, no, e ancora no. La prassi di mettere la bottiglia a testa in giù una volta versato tutto quanto il suo contenuto non ha alcun senso. Quindi risparmiatele l’impiccagione e conservate un po’ di eleganza.

7) Il tovagliolo che salva la tovaglia

Accanto al cestello del ghiaccio, ricordatevi di tenere sempre un tovagliolo. Possibilmente bianco, più chic, ma in fondo il colore è poco rilevante. Quello che importa è invece evitare di sbrodolare d’acqua l’intera tovaglia. Ecco perché è necessario asciugare con cura la bottiglia prima di impugnarla e versare il vino nei bicchieri. Innaffiare piatti e posate – ricordiamolo – non farà nascere fiori dal tavolo, ma solo un senso diffuso di imbarazzo e sciatteria.

8) Una tavola minimal

Anche se è San Valentino, la festa dell’amore e degli innamorati, non è necessario apparecchiare con piatti a forma di cuore, tovaglioli rossi, simil-tendaggi fiorati e un mazzo da 45 rose rosse come centrotavola. Scegliete la semplicità e lasciate che il vostro champagne regali il giusto tocco di colore al tutto. Dorato o rosato che sia.

9) Informatevi, grazie

Lo spumante potrà anche essere sublime, l’etichetta bellissima, e la bottiglia la più cara che abbiate mai acquistato dalla laurea a questa parte. Non basta. Se la vostra dolce metà dovesse farvi qualche domanda sul vino che avete scelto non riuscirete a cavarvela rispondendo che è uno champagne, e dunque è francese. Molto più saggio, dunque, informarsi minimamente sull’annata e sugli uvaggi, magari anche sulla cantina, se volete strafare. Conoscere la storia di quello che state per bere, e saperla raccontare, è un tocco di classe da veri maestri.

10) Bollicine a tutto pasto

Un bicchiere di champagne è un modo perfetto per inaugurare una serata romantica, lo sappiamo bene. Ma può andare benissimo anche per accompagnare il resto della cena, dall’antipasto al secondo. A meno che non abbiate deciso di proporre un menu a base di polenta e stufato, ma questa è un’altra storia. Chiedete consiglio alla vostra enoteca di fiducia, dunque, per scegliere le bollicine più adatte ai piatti in previsione. E ricordatevi che per il momento del dessert è meglio tenere in serbo uno spumante più zuccherino, come un demi-sec. Un’idea vincente, soprattutto se avete intenzione di concludere la serata con il classico flirt a base di fragole, occhiate languide e musica soffusa.


Fonte: https://www.lacucinaitaliana.it/

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