Il vino della settimana: Primitivo di Manduria dolce naturale 2017 Varvaglione 1921

In Puglia, vecchie vigne ad alberello, il mare e il vento di scirocco regalano un vino rosso dolce di grande fascino

Un calice di vino racconta tante storie. Parla di un territorio, di un vitigno, di una cultura produttiva specifica. E poi parla, tanto, anche di chi lo produce. Chicca, per esempio, racconta di Francesca, una giovane donna che sta completando gli studi in enologia a Udine, la più giovane dei ragazzi Varvaglione e l’ultima che ancora deve laurearsi. Gli altri due, Marzia e Angelo, già lavorano in azienda, a fianco del papà Cosimo e della mamma Maria Teresa, e rappresentano la quarta generazione di una famiglia che produce vino da quasi un secolo.

«Mio marito ha voluto dedicare un vino a ciascun membro della nostra famiglia», racconta Maria Teresa (il suo è il Primadonna, uno chardonnay affinato in legno dai profumi ampi e generosi). «Il Chicca, l’unica etichetta dell’azienda Varvaglione a essere tutelata con la Docg, è un Primitivo di Manduria… Dolce e naturale come lei».

Siamo a Leporano, a una manciata di chilometri da Taranto, nel cuore della zona di produzione di questo vitigno a bacca scura, che è il più famoso della Puglia e che piace tanto anche ad americani e cinesi. Qui le vigne crescono ancora ad alberello, un antico sistema di allevamento che resiste in alcune zone del Sud Italia. Le piante sono basse, contorte e molto, molto vecchie. Il mare è vicinissimo e il vento di scirocco, che soffia verso terra, porta tanta salinità ai terreni. Proprio questo sale, questo profumo di mare, si ritrova nei vini prodotti dai Varvaglione e dona al Chicca una sferzata di sapidità. La parte dolce è invece affidata alla lunga maturazione delle uve, che vengono lasciate sulla pianta finché non cominciano ad appassire, così l’acqua evapora e gli zuccheri si concentrano. Il risultato è un rosso quasi da masticare, che profuma di ciliegia, prugna matura e ribes nero; il breve affinamento in legno lo arricchisce di una leggera nota speziata, che aggiunge un poco di complessità a un calice che si beve con facilità e piacere, a fine cena o in abbinamento a un piatto di formaggi erborinati.

Perché adesso: è perfetto per un dopocena davanti al caminetto.

Com’è fatto: dopo la vendemmia, che si svolge tra inizio e metà ottobre, la vinificazione avviene con una lunga macerazione delle uve a temperatura controllata, che si arresta spontaneamente a 15 gradi alcool. Il vino affina poi in botti da 10 ettolitri per circa 8 mesi.

Da abbinare con: dolci a base di mandorle, cioccolato, formaggi erborinati.

Servitelo a: 12-14 °C

Prezzo: 15 euro

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Fonte: https://www.lacucinaitaliana.it/

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