La burrata fa ingrassare?

Quante calorie contiene? Può essere consumata anche a dieta? Una nutrizionista spiega come consumarla a tavola senza rischiare di prendere chili in più

Soffice e gustosa, la burrata è un formaggio fresco a pasta morbida che si abbina facilmente a tavola. Simile alla mozzarella, è un secondo pratico e veloce. Inoltre, in cucina è un ingrediente molto versatile capace di dare un tocco in più ad , ,  insalate e ad altre Ma la burrata può essere mangiata anche se si ha qualche chilo di troppo oppure fa ingrassare? Scopriamolo con l’aiuto della dottoressa , medico chirurgo specialista in scienza dell’alimentazione.

Cosa contiene

«Dal punto di vista nutrizionale, la burrata fornisce proteine di elevato valore biologico, cioè facilmente assimilabili dall’organismo. Inoltre, apporta calcio, utile per la salute delle ossa; fosforo, ottimo per il funzionamento del cervello; e retinolo (vitamina A), amico della pelle. La burrata però è altamente energetica: in 100 grammi può arrivare a contenere fino a 450 calorie, di cui il 60% è costituito da lipidi saturi che la rendono poco adatta per chi ha problemi di linea o di colesterolo alto. Detto questo, nessun cibo, per quanto calorico, fa ingrassare se consumato con moderazione e occasionalmente. L’importante è mantenere una dieta nel complesso sana ed equilibrata», spiega la dottoressa Laura Ferrero.

Quando mangiarla

«Il momento della giornata ideale per consumare la burrata è il pranzo: in questo modo si ha ancora metà giornata per smaltire il suo elevato apporto calorico, facendo attenzione a non abbinarla nello stesso pasto ai salumi. Per completare il quadro nutrizionale con fibre e carboidrati, l’ideale è abbinarla a tavola a insalate, bruschette, pomodoro fresco o della pasta».  Attenzione poi alle quantità. «A causa del suo elevato contenuto calorico, sarebbe preferibile consumarne occasionalmente una porzione tra i 50 e i 100 grammi».

Come sceglierla di qualità

«La burrata è un latticino molto fresco, di difficile conservazione. L’ideale sarebbe consumarla artigianale e nei luoghi vicini a quelli di produzione per evitare che si degradi nel trasporto. In alcuni casi viene conservata ancora in foglie di asfodelo, come da tradizione, che se sono verdi diventano sinonimo di freschezza del prodotto. La conservazione è l’aspetto a cui fare più attenzione al momento dell’acquisto. L’ideale è conservarla tra i 4° e i 6° gradi e consumarla, se possibile, tutta in una volta e in ogni caso non più di 48 ore dopo l’apertura, altrimenti rischia di diventare acida. Vanno evitate quelle che riportano sull’etichetta l’uso di conservanti. Una burrata di qualità, se tagliata, riversa nel piatto la stracciatella e mantiene il cuore morbido».

Chi deve evitarla

«La burrata contiene quantità piuttosto significative di lattosio, pertanto chi è intollerante a questo zucchero non la può consumare. Anche chi ha problemi a digerire il latte dovrebbe fare attenzione perché ha una digeribilità lunga e abbastanza difficoltosa».


Fonte: https://www.lacucinaitaliana.it/

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