Sanremo 2019: un piatto per ogni big

Abbiamo fatto un gioco: abbiamo preso un’artista e in base alla provenienza e al suo temperamento gli abbiamo accostato un piatto della tradizione locale. Ecco cosa è venuto fuori

Giocare con la provenienza geografica di un’artista è facile. Basta prendere il piatto tipico della sua città, immaginare che lo abbia mangiato fin da bambino e il gioco è fatto. Vale anche per i ventiquattro big della sessantanovesima edizione del Festival di Sanremo che, mai come quest’anno, sembrano concentrare l’attenzione soprattutto su due regioni: il Lazio e la Toscana. Sono sette, infatti, gli artisti provenienti da Roma e quattro quelli che si muovono dal litorale tirrenico. Pochi dal sud dell’Italia (Arisa, Loredana Bertè, Ghemon, un componente di Il Volo, Nino D’Angelo e Livio Cori); due di origini straniere: Einar da genitori cubani e Mahmood da papà egiziano. Fermo restando che molti di loro non si sono mai espressi sulle preferenze in fatto di cibo, abbiamo pensato di giocare un po’, di pensare ai piatti tipici della tradizione che potrebbero sposarsi bene con il temperamento dell’artista in questione.

Ecco il risultato

Achille Lauro (Roma): imprevedibile, un po’ maledetto, il fenomeno dei giovanissimi pare un sapore deciso, che non ammette sfumature. La Trippa alla Romana, preparata con la menta e resa sapida dal pecorino romano, potrebbe essere il piatto autoctono che lo rappresenta di più.

Anna Tatangelo (Sora): origine laziale, ma cuore napoletano, la cantante è una che non le manda a dire. Una bella zuppa di Fronne e Patanne, orgoglio della Ciociaria, con le sue note forti e piccanti, potrebbe fare al caso suo.

Anna Tatangelo Anna Tatangelo @Instagram (https://www.instagram.com/p/BLlM0T3hfAs).

Arisa (Potenza): temperamento peperino, ma voce delicata, elegantissima. Il Canestrato di Moliterno, con il suo sapore dolce e a tratti particolarmente sapido, sembra calzarle a pennello.

Boomdabash (Salento): il gruppo ha il ritmo nel sangue e le loro sonorità sono orecchiabili e difficili da dimenticare. Un po’ come il Rustico Leccese che, con la besciamella calda e la sfoglia fragrante, resta indelebile nella memoria di chiunque lo abbia assaggiato.

BoomdabashBoomdabash @Instagram (https://www.instagram.com/p/BtIc6RjgsKF).

Daniele Silvestri (Roma): per il poeta della canzone italiana occorre delicatezza. Un bel tortino di alici e indivia, in grado di aprire lo stomaco e risvegliare i sapori di una volta, pare il giusto compromesso.

Daniele SilvestriDaniele Silvestri @Instagram (https://www.instagram.com/p/BAZWkrLOt2x).

Einar (Cuba): le vibrazioni sono cubane in tutto e per tutto. Pure in cucina. Per lui abbiamo scelto la Robe Vieja, uno stufato a cottura lenta morbido e succoso che le sue fan, probabilmente, si affretterebbero a preparargli qualora fosse loro ospite.

Enrico Nigiotti (Livorno): verace fino al midollo, qui giochiamo in casa: un bel Caciucco tradizionale e passa la paura.

Ex-Otago (Genova): il gruppo incarna bene l’anima vibrante della città, che spazia dalla tradizione alla modernità con grande maestria. Noi, per loro, abbiamo scelto i Pansoti con la salsa di noci perché il classico, dopotutto, non muore mai.

Francesco Renga (Udine): uno che al Festival è di casa e che ogni volta che canta risveglia un incantesimo. Un po’ come l’assaggio del Muset e Bruade: provare per credere.

Federica Carta e Shade (Roma e Torino): una coppia nuova che potrebbe dare vita a un mix di due piatti: la Gricia, versione bianca della Amatriciana, e gli Agnolotti del Plin. Primo e secondo dalla bontà assicurata.

Ghemon (Avellino): per quello che potrebbe essere la rivelazione di questo Festival torniamo in Campania. Mai piatto fu più azzeccato del Baccalà alla Pertecaregna, con il classico peperone crusco e l’olio extravergine di oliva.

Il Volo (Agrigento, Bologna, Roseto degli Abruzzi): facciamo un primo, un secondo e un dolce? Azzardiamo le Penne alla Norma, il tipico Friggione bolognese e il Torrocino alle Mandorle per dessert.

Irama (Carrara): il vincitore di Amici e idolo delle teenager non può che essere una Fugasa con uvetta e pinoli. Dolce e per tutti i gusti.

Loredana Bertè (Bagnara Calabra): imprevedibile, forte, decisamente piccante. Noi andiamo di Pesce Spada alla Bagnarota, preparato con pomodorini, capperi, olive e un pizzico di peperoncino e chi s’è visto s’è visto.

Mahmood (Sardegna, Egitto): mamma sarda e papà egiziano, ma lui è nato a Milano. Facciamo, quindi, il Risotto alla Milanese per iniziare, un bel Kebab con carne d’agnello per secondo e i Papassini di Ittiri per concludere.

MahmoodMahmood @Instagram (https://www.instagram.com/p/Bn_NZGkC-bv).

Motta (Pisa): qui è meglio giocarsi subito la carta della tradizione. Andiamo di Stoccafisso alla Pisana, con le patate e il coriandolo, così non corriamo rischi.

Negrita (Capolona): vorremmo forse non giocarci gli Arrosticini di Agnello, forse? Diremmo proprio di no.

Nek (Sassuolo): andiamo di Fettuccine Capricciose, fatte con il cavolfiore, la mortadella, la pancetta e il pepe. Perché canterà pure canzoni d’amore, ma non si può certo dire che Filippo non abbia carattere.

Nino D’Angelo e Livio Cori (Napoli): troppo ovvi la Pizza e il Babà? Allora diciamo Scarola Imbottita e Melanzane alla Pullastiello. Tanto si digerisce dopodomani.

Paola Turci (Roma): se non caliamo l’asso della Carbonara adesso non lo caliamo più, o no?

Paola TurciPaola Turci (https://www.instagram.com/p/BtEMC0jBA_S).

Patty Pravo e Briga (Venezia e Roma): visto l’azzardo della coppia, azzardiamo anche noi: Tonnarelli Cacio e Pepe per primo e Fegato alla Veneziana per secondo. Poi diteci se riuscite ad alzarvi da tavola, dopo.

Simone Cristicchi (Roma): tradizione, delicatezza, ma anche un po’ di imprevedibilità. Facciamo i Carciofi alla Giudia, che non deludono mai.

Ultimo (Roma): qua entriamo ancora una volta nella poesia e nella delicatezza e di più poetico e delicato dei Saltimbocca alla Romana proprio non ci viene in mente nulla.

Zen Circus (Pisa): Pici al Ragù. E non ci pensiamo più.


Fonte: https://www.lacucinaitaliana.it/

Potrebbero interessarti

Lascia una risposta