Una valigetta laser per smascherare le frodi alimentari

Basteranno pochi secondi per capire se un cibo contiene una sostanza pericolosa o un ingrediente non dichiarato in etichetta. Niente più campioni da analizzare in laboratorio e, per i risultati, non bisognerà più aspettare giorni. È un futuro molto vicino perché la tecnologia che lo consente già esiste ed è in fase di prototipo. Si chiama ed è un dispositivo nato nei laboratori dell’Enea.

L’idea è quella di rendere più rapidi, efficaci e puntuali le verifiche sul cibo delle autorità preposte a vigilare sulle frodi e la sicurezza alimentare: poliziotti, ispettori, responsabili della sicurezza per aziende alimentari e grande distribuzione. “Attualmente i controlli antifrode vengono fatti in laboratorio e richiedono analisi costose, lunghe e complesse con personale specializzato”, spiega Luca Fiorani, del laboratorio Enea “Diagnostiche e metrologia”.

Nei laboratori Enea di Frascati sono nati due dispositivi.
Il primo, dedicato all’industria alimentare, è pensato per integrarsi

nel processo industriale e avrà il compito di tenere d’occhio tutta la catena produttiva. Il secondo invece è portatile: una valigetta “da investigatore” che i Carabinieri del Nas o gli ispettori dell’ICQRF (Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi) porteranno con sé durante i controlli, che siano di routine o in casi di emergenza.

La tecnologia si chiama spettroscopia laser fotoacustica. Passando il cibo sotto a un fascio laser a infrarosso, spiega Adriana Puiu, anche lei ricercatrice presso il laboratorio Enea “Diagnostiche e metrologia”, “il campione si riscalda, si espande e genera un’onda di pressione, una sorta di ‘eco’ che viene ascoltata come suono attraverso un microfono. In questo modo riusciamo ad analizzare qualsiasi sostanza, senza che le sue molecole vengano alterate, e ottenere immediatamente i risultati per capire se siamo di fronte a una frode alimentare”.

Sono diverse le sostanze che Safefood è in grado di rilevare. Alcune, se assunte dall’uomo, possono essere pericolose per la salute. Come l’istamina nel pesce, che si crea quando il prodotto è vecchio o conservato male. Questa molecola non viene distrutta durante la cottura ed è quindi fondamentale evitare che i cibi che la contengono possano essere messi in vendita in quanto possono provocare reazioni .

Fotografia per gentile concessione Enea

La valigetta laser di Enea è in grado anche rilevare la melammina, una sostanza che può contaminare il latte in polvere: normalmente usata per produrre oggetti di plastica, simula il contenuto di proteine causando danni renali anche gravi nei neonati. “Stiamo anche iniziando i test sulle aflatossine”, specifica Fiorani a National Geographic. Le aflatossine, prodotte da muffe o funghi, si generano durante la coltivazione di diverse specie vegetali – soprattutto grano e mais – e sono considerate cancerogene.

Poi ci sono tutte quelle sostanze che, di per sé, non sono pericolose, ma costituiscono il segnale di una frode alimentare. Molti prodotti “senza zucchero” o “senza zuccheri aggiunti”, ad esempio, possono nascondere tracce di fruttosio, glucosio, maltosio, aspartame e saccarosio. Safefood può smascherarli tutti. Altri esempi sono gli olii vegetali a basso costo, che a volte vengono mischiati all’olio extravergine di oliva e ne abbassano la qualità, o il metanolo, i solfiti e il glicole etilenico, che possono trovarsi nel vino.

Per avere un’idea di quanto il dispositivo di Enea possa essere utile agli operatori del settore basta ricordare alcune cifre: l’Ispettorato antifrodi del ministero delle Politiche Agricole ha effettuato 54.000 controlli. Di questi, quasi 14.000 hanno portato ad analisi di laboratorio. Attività che hanno portato a sequestrare 17,6 milioni di chili di merce per un valore di circa 34 milioni di euro.

Lo schema di funzionamento dell’apparecchiatura. Immagine per gentile concessione Enea


Fonte: http://www.nationalgeographic.it/

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