Glaucoma, non facciamoci sorprendere dal “ladro della vista”: è curabile, ma va scoperto subito 

Il glaucoma è una malattia oculare degenerativa, prima causa di cecità irreversibile e colpisce, secondo le stime dell’OMS, colpisce 55 milioni di persone nel mondo. Si calcola che in Italia circa un milione di persone ne siano affette, ma una persona su due ancora non lo sa. Colpisce principalmente le persone di oltre 40 anni, e il più delle volte la patologia è associata ad una pressione oculare troppo alta che danneggia il nervo ottico, ma in un terzo dei casi si presenta in pazienti con pressione oculare normale.

LADRO SILENZIOSO DELLA VISTA

Nella maggior parte dei casi, il glau¬coma è asintomatico, tanto che i pazienti si rendono conto solo tardivamente della sua presenza. «Infatti nessuno ha la possibilità di rendersi conto del valore della suo pressione oculare, che può essere accertata solo utilizzando una strumento medico dedicato, il Tonometro, durante l’effettuazione di una regolare visita oftalmologica.

Non è un caso che questa malattia venga indicata come il « ladro silenzioso della vista» spiega Matteo Piovella, Presidente della Società Oftalmologica Italiana (SOI). Eppure, come spiega Aldo Caporossi, presidente della Società italiana Glaucoma (Sigla) e direttore dell’oculistica del Policlinico Gemelli di Roma, le soluzioni ci sono: «è una malattia curabile con colliri, laser e più tipi di chirurgia. Deve però essere evidenziato e questo lo può fare solo una buona prevenzione: visite specialistiche serie, esami approfonditi al momento giusto sono il meglio che possiamo fare».

CONTROLLI PERIODICI

I controlli oculistici periodici sono fondamentali: «non è raro che le persone non si accorgano, anche per lungo tempo, di esserne affette e arrivino dall’oculista quando la situazione è ormai già fortemente compromessa» spiega Stefano Miglior, direttore della Clinica Oculistica del Policlinico di Monza e presidente dell’AISG – Associazione Italiana per lo Studio del Glaucoma, riunita a nel suo terzo Congresso Internazionale al via oggi a Torino. Durante i lavori congressuali, esperti italiani e internazionali presenteranno tutte le novità in campo terapeutico per rallentare l’evoluzione della malattia, approfondendo i fattori di rischio e i fattori prognostici e causali del glaucoma.

ALTA SPECIALIZZAZIONE

In tutti gli ospedali si cura il glaucoma, ma «quello che servirebbe e che spesso manca è una rete con centri di riferimento di III livello dove convogliare i pazienti dal territorio – afferma Gianluca Manni, direttore della Clinica Oculistica al Policlinico Universitario Tor Vergata – poiché nei centri specializzati arrivano persone da tutta Italia». La cura e l’assistenza del paziente glaucomatoso, infatti, sono centrali, perché le persone affette da questa patologia perdono autonomia e autosufficienza, accorgendosi di non essere più in grado di fare cose semplici, come per esempio attraversare la strada da soli. «I malati di glaucoma, inoltre, tendono alla depressione nell’11% dei casi, a causa delle conseguenze che la malattia ha sulla loro vita sociale. E il 45% è soggetto a cadute, anche gravi, che possono determinare infortuni (33%)» come riporta la professoressa Beatrice Brogliatti dell’Università degli Studi di Torino.

VISITE GRATUITE

In occasione della Settimana mondiale del glaucoma, dal 10 al 16 marzo, l’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus, insieme alla Società Oftalmologica Italiana (Soi) e alla Società Italiana Glaucoma (Sigla), hanno organizzato migliaia di visite gratuite in tutta Italia (è possibile visionare l’elenco degli oculisti Soi, aderenti all’iniziativa, sulla homepage del sito della SOI www.sedesoi.com). L’intenzione è anche quella di accendere i riflettori sulla vista, senso spesso negletto dai singoli individui e dalle istituzioni come spiega Giuseppe Castronovo, Presidente della IAPB Italia onlus: «Questa campagna vuole affermare la centralità della vista, che è un senso meraviglioso, e la necessità di ricevere la giusta priorità sia a livello di sanità pubblica che di abitudini personali. Per questo abbiamo creato, assieme a Soi e Sigla, una sorta di task force che opererà sul territorio nazionale per sensibilizzare l’opinione pubblica e gli organi competenti per la tutela della salute visiva».


Fonte: http://www.lastampa.it/scienza/benessere

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