Lombardia. Neve e non solo. Le bellezze della Valchiavenna

C’è una valle incastonata nelle Alpi lombarde che parte dai 200 metri di altezza del lago di Mezzola, a nord del lago di Como, e arriva ai 2200 metri del passo dello Spluga, antica via di comunicazione con il cantone svizzero dei Grigioni. È la  , ai bordi della più nota e affollata Valtellina ma con un carattere proprio, tanto che qui la celebre bresaola diventa brisaola, per marcare la differenza. Il capoluogo della valle è Chiavenna, Città Slow per secoli importante punto di passaggio di commerci ed eserciti, strategico punto di passaggio per tutti colori che con buone o cattive intenzione volevano raggiungere il lago di Como e la Pianura Padana.

Qui si visitano la Collegiata di San Lorenzo, sorta probabilmente nel V secolo e più volte rimaneggiata, con un elegante porticato e il Museo del Tesoro, dove vengono conservati preziosissimi capolavori dell’oreficeria medievale. Palazzo Salis e Palazzo Balbiani raccontano la ricchezza dei feudatari locali, mentre il Museo Molino Moro di Bottonera illustra le antiche tecniche di lavorazione di frumento e segale, per ottenere la farina. Particolarmente suggestiva è la visita del Parco Botanico-Archeologico del Paradiso, con due colli separati dalla minuscola spaccatura della Caurga, antica cava di pietra ollare. Ma Chiavenna è anche la città dei crotti, cavità naturali a ridosso della montagna utilizzate dall’uomo per la conservazioni di cibi e vini, grazie al sorèl, corrente d’aria fresca che ancora oggi mantiene la temperatura costante tutto l’anno. Oggi alcuni di questi crotti sono stati trasformati in trattorie dove provare i robusti piatti della cucina locale.

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Fonte: http://www.repubblica.it/

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