3 consigli di Visentin per scrivere… di gusto!

L’interesse per il cibo, scatenatosi negli ultimi tempi, ha dato il via ad una proliferazione di food writer o semplici appassionati dell’enogastronomia che si cimentano nel mondo della scrittura. Ma come si diventa un buon critico?

Mangiare per scrivere, scrivere per mangiare. Professione ambitissima e sottovalutata quella dell’editor gastronomico.
Improvvisarsi è facile come anche minimizzare la formazione necessaria ad arrivare a questa professione, perché di fatto, in Italia soprattutto, tutti mangiamo, tutti sappiamo mangiare e quindi… ne possiamo anche scrivere?
Come una buona Bouillabaisse, la famosa salsa, diventare food writer può richiedere una lentissima ebollizione (quasi letteralmente) prima di arrivare al giusto stadio di cottura. E non sempre, all’assaggio, il gusto soddisfa i palati.

Abbiamo chiesto allora qualche consiglio a Valerio M. Visentin, noto critico in maschera del Corriere della Sera, molto temuto dai ristoratori ma amato dai lettori per la sua critica sana, puntuale e onesta, che ha curato la proposta didattica del corso Scrivere di Gusto, un percorso didattico multidisciplinare che insegna l’arte della scrittura ma soprattutto un appoccio etico alla critica.

I 3 consigli di Valerio Massimo Visentin + uno

1) Il perfetto foodwriter deve conoscere a fondo grammatica e dizionario per comunicare con linguaggio puntuale. E, possibilmente, di gradevole lettura.

2) Deve difendere reputazione e indipendenza di giudizio con coraggio e determinazione. Vanno evitati come la peste bubbonica , quindi, conflitti di interesse, amicizie improprie, selfie languidi con chef e ristoratori.

3) Deve avere rispetto e curiosità nei confronti del cibo e di chi lo prepara. Senza fanatismi o passioni incontrollate.

3 bis) Se il foodwriter è anche un critico gastronomico, deve sempre agire in incognito, respingendo gentilmente inviti e regalie.

Il corso, organizzato da Sasso/Carta e DOOF e diretto appunto da Valerio M. Visintin, è sviluppato come un ciclo di lezioni in cui teoria e pratica sono integrate, in un ambiente coinvolgente e stimolante: vere e proprie riunioni di redazione nelle quali gli studenti saranno guidati nella stesura di piani editoriali, ricevere input dal caporedattore e acquisire il metodo per scrivere articoli e recensioni.

Una vera opportunità per appassionati di gastronomia e per scrittori, professionisti e non, per mettersi in gioco in un luogo di esercitazione permanente, confronto e interazione.


Fonte: https://www.lacucinaitaliana.it/

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