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Cantina Urbana: il wine bar per chi non capisce di vino

Il vino è buono, ma non serve far finta di essere un sommelier, il vino si ordina anche alla spina, con un numero, e costa poco. La prima cantina che produce vino (pigia e imbottiglia!) a Milano lo fa per tutti. E il 12 ottobre si vendemmia!

Perché quando mi siedo per ordinare un bicchiere di vino devo far finta di capirci qualcosa? Perché devo sentirmi sotto esame, cercare di accampare goffamente qualche conoscenza, quando vorrei dire solo che voglio un bicchiere di rosso? Siamo onesti, in molti la pensano così. In moltissimi, abbastanza da inventare un locale nuovo, un wine bar che faccia sentire a proprio agio anche chi il vino lo vuole solo bere. Cantina Urbana è la prima cantina che produce vino a Milano, pigia e affina in botte uve provenienti dai dintorni e dal resto d’Italia, imbottiglia vino dai nomi furbi come Naviglio Rosso e per questo ha fatto notizia. È però il primo wine bar di nuova generazione, ossia un locale specializzato in vino nato per piacere a tutti.

Il vino da pasto, la nostra storia

L’Italia è una Repubblica fondata sulla viticoltura, ma di vino essenzialmente ne sappiamo davvero poco. Come in tutti i settori, ci sono pochi grandi appassionati e molti consumatori. Siamo i primi produttori a livello mondiale, i terzi per consumo pro capite (dopo Francia e Portogallo) e dei grandi esportatori. Negli anni Cinquanta il vino era un alimento, forniva calorie ai contadini e il nostro consumo negli anni Sessanta era di circa 100 litri di vino all’anno a persona. Oggi superiamo di poco i 40 litri, ma siamo ben lungi dall’essere diventati tutti dei sommelier. Dopo la guerra il vino si comprava sfuso da cooperative, spacci, osterie, produttori e la preferenza era quella per vini frizzanti, preferibilmente amabili. Erano vini piacevoli, quotidiani e il concetto di vino “da pasto” non era certo una bestemmia come lo è diventato poi. I “vini da evento”, invecchiati in botte, dai nomi famosi e dal gusto importante sono un concetto moderno, almeno per le masse. Prima il vino si beveva, non si degustava, e guardando alle statistiche dei consumi non sembra cambiato poi molto. Supermercati e grande distribuzione sono oggi il canale di vendita preferito, nel 2017 il prezzo medio di vendita era di “ben” 2,85 €/l (+2,2%). Lambrusco e Chianti sono i vini più venduti, ma almeno sono in calo le vendite di vino in cartone. Se una volta si comprava il vino del contadino ora funziona bene “il vino del supermercato” con ottime performance per le etichette private label.

Cantina Urbana, la prima cantina milanese

Cantina Urbana è nata a ottobre 2018 dall’idea di Michele Rimpici, laureato in filosofia, ma nel business del vino da circa 15 anni. È un appassionato e dopo sei anni da manager per il gruppo Signorvino ha dato vita al proprio locale: meglio, alla propria cantina. Grazie ai contatti nel settore ha trovato un gruppo di piccoli produttori artigianali da cui acquistare, tutti che producono rispettosi della natura, senza utilizzo di chimica spinta in campagna e in cantina. Ha cercato un spazio in via Ascanio Sforza 87, sul Naviglio Pavese, e lo ha attrezzato come una vera cantina, con i serbatoi in acciaio per la vinificazione, la pigiatrice per le uve, il torchio, l’imbottigliatrice, la tappatrice e l’etichettatrice. Infine, anfore di terracotta e barriques per gli affinamenti delle bottiglie da selezione.

Alla spina o in bottiglia: vùn, dù, trì?

Il vino viene venduto alla spina, direttamente dai tank, o in bottiglia. Lo si beve soprattutto lì o lo si porta a casa, e in tempo di vendemmia si può partecipare al processo di pigiatura e di imbottigliamento. Vùn, dù, trì, quater, il vino sfuso lo si chiama per numero, in milanese, un calice parte da 4 euro e al posto di berlo e basta il vino diventa un’esperienza conviviale: nessuno rotea il bicchiere enumerando etichette e produttori mettendo gli altri in soggezione. Mentre sorgono wine bar specializzati in vini naturali, per amatori, Cantina Urbana è sempre pieno, i taglieri di salumi e formaggi sono di ottima qualità, il locale è bello, quello che si beve è più che onesto e loro sono tutti dei veri appassionati. «La mia idea di produzione si basa sul gusto e sull’accessibilità. Non mi piacciono le descrizioni noiose e gli orpelli, mi piace fare il vino e condividerlo con le persone sperando che, coinvolgendo la gente nella produzione, ci sia meno timore reverenziale verso questa bevanda. Tornare a fare il vino non solo “come una volta”, ma meglio, perché abbiamo Internet e tecnologia».

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La  vendemmia

L’appuntamento è fissato per sabato 12 ottobre 2019, in occasione del primo compleanno di Cantina Urbana,nel bel mezzo della Milano Wine Week. Una volta terminata la pigiatura dell’uva, la cantina, ancora invasa dal profumo del mosto fresco, accoglierà chiunque lo vorrà per iniziare i festeggiamenti. La vendemmia è un momento importante, di duro lavoro, ma anche di grande giubilo, perché tutti i sacrifici e gli sforzi di un anno di lavoro vengono finalmente ripagati, ed è per questo che Cantina Urbana® si animerà per l’occasione con musica dal vivo e dj set, dapprima nel cortile esterno e poi all’interno, dove si avrà l’opportunità di degustare tutti i vini prodotti in loco – per un totale di 8 referenze – abbinati alla pizza di Bello & Buono e al classico panino con la porchetta.


Fonte: https://www.lacucinaitaliana.it/feed/


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