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Come cucinare e mangiare la pizza

Piatto che tutto il mondo ci invidia, simbolo di semplicità e genuinità ma che va preparato con alcune piccole accortezze. Scoprite quali

Tonda, in teglia, al taglio, romana o napoletana, del sabato sera con gli amici o a colazione quella avanzata dalla sera prima, porta buon umore e riappacifica col mondo: tutto ciò semplicemente con un po’ d’acqua, farina, pomodoro e mozzarella. Ecco come fare  in casa, che è sempre la soluzione giusta ad ogni problema.

Fretta? No grazie

Il primo dogma della pizza è che deve lievitare con calma e con poco . Il rischio sarebbe quello di ottenere una pizza con un preponderante sapore di lievito, difficile da digerire, magari anche dura e che gonfia la pancia. Ricordate, inoltre, che una lunga lievitazione necessita di una farina forte, non usate la prima che capita.

Lievito e sale? Peggio della criptonite

Per molti è cosa nota, per altri no, quindi meglio ribadire: mai mettere a contatto diretto il lievito con il sale, vanifichereste l’effetto del primo. Attenzione anche alla temperatura dell’acqua che userete, tiepida, ma mai troppo calda, per non uccidere i batteri del lievito.

Come fare la pizza? In punta di dita

Se per la lavorazione dell’impasto dovete metterci forza e vigore, al momento di stendere la pizza, dovete essere veloci e il più delicati possibile. L’ideale, se l’impasto era in frigo, è far riposare l’impasto 10-15 a temperatura ambiente e poi procedere lavorando su una spianatoia generosamente infarinata. Mai usare il mattarello – romperebbe le preziose bolle d’aria ottenute dalla lunga lievitazione – ma solo le punta delle dita, allargando l’impasto fino a ottenere forma e spessore preferiti.

Quale teglia usare

La soluzione migliore sarebbe un testo apposito, ma l’importante è che non abbia il fondo troppo spesso. Il calore, infatti, deve arrivare subito alla pizza, che ne ha bisogno soprattutto sotto. Altri materiali che possono andare bene sono il ferro blu, la pietra refrattaria oppure dell’alluminio sottile (mai pensato che la soluzione potesse essere una banale teglia usa e getta?). In alternativa, se non avete a disposizione nessuna di queste teglie, fatela scaldare benissimo in forno, adagiateci l’impasto e rimettete in forno per cuocere la pizza. A proposito di cottura, evitate il forno ventilato, perché tende a seccare troppo velocemente l’impasto. Prediligete, invece, il forno statico.

Oltre la margherita c’è di più?

Forse, anche se resta la regina delle pizze. Ricordatevi però di condirla con la mozzarella a tre quarti della cottura, per evitare di rendere la mozzarella gommosa, bruciata e poco filante. Se siete amanti della , aggiungetela a crudo: essendo molto acquosa rischierebbe altrimenti di annegare la vostra preziosa pizza.

Cosa bere con la pizza?

Birra, ovviamente. O almeno così vorrebbe la tradizione. In realtà anche il vino potrebbe essere un’ottima soluzione. Un bianco è l’ideale con le pizze al pomodoro, sceglietene uno più o meno strutturato in base alla ricchezza del condimento. Il rosso si sposa bene con le pizze bianche o con poco pomodoro e quelle con prosciutto o speck. L’ideale è scegliere vini rosati o rossi giovani e morbidi.


Fonte: https://www.lacucinaitaliana.it/


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