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Crema bruciata con aceto balsamico: un abbinamento da provare

Come rendere originale un dessert? Bastano poche gocce di un prezioso Aceto Balsamico

Abbiamo assaggiato un intero menu all’Aceto Balsamico di Modena al ristorante Il Liberty di Milano, in compagnia di Maria Livia Manicardi, titolare dell’azienda produttrice di vini e Aceto Balsamico, che porta il suo nome.

Il dessert con un tocco in più

Fra i piatti pensati e preparati dallo chef Andrea Provenzani, abbiamo assaggiato un risotto al latte di mandorle, zucca e Aceto Balsamico di Modena e un black cod fondente all’Aceto Balsamico di Modena, ma la portata che ci ha sorpresi di più è stata proprio la crema bruciata alla vaniglia con insalata di frutti di bosco all’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. Non è la prima volta che si parla di Aceto Balsamico in abbinamento al dessert: se non l’avete ancora fatto, provate a usarlo su un gelato fresco alla crema e preparatevi a un intreccio di sapori sorprendente.

Crema Bruciata e Aceto Balsamico Tradizionale di Modena

Non vi sveliamo la ricetta dello chef, ma se volete provarlo anche a casa, ecco come preparare una crema bruciata (creme brûlée) perfetta per il gusto intenso dell’Aceto Balsamico.

Ingredienti

400 g latte
350 g zucchero
200 g panna fresca
2 uova
6 tuorli
limone

Procedimento

Per preparare la crema bruciata riscaldate insieme il latte e la panna, aromatizzati con una buccia di limone. In una ciotola, amalgamate le uova e i tuorli con g 200 di zucchero, stemperate il composto con il misto caldo di latte e panna filtrati, mescolate, quindi versate nelle pirofiline individuali. Immergete i recipienti in due dita di acqua fredda, quindi passate il tutto nel forno a 160°, lasciando addensare la crema, a bagnomaria, per circa un’ora (non dovrà assolutamente bollire). Una volta cotta, lasciate raffreddare a temperatura ambiente e poi in frigorifero per due ore. Prima di servire, cospargete la superficie con lo zucchero di canna e caramellatela con la fiamma ossidrica da cucina. In alternativa lasciate sotto il grill del forno per qualche minuto, fino a che lo zucchero non si sarà caramellato completamente. Aggiungete come decorazione della frutta fresca a piacere, come i frutti di bosco. Servite e completate all’ultimo momento con qualche goccia di Aceto Balsamico.

La materia prima, il legno e il romanticismo

nasce nel cuore dell’Emilia Romagna, in un suggestivo borgo medievale, Castelvetro di Modena. È qui che il padre di Maria Livia, Enzo, ha creato nel 1980 la sua azienda agricola, che ancora oggi coltiva i due vitigni storici e più rappresentativi della zona, il Lambrusco Grasparossa e il Pignoletto, oltre a produrre Aceto Balsamico Tradizionale.

I segreti dell’Aceto di Modena Manicardi? Innanzitutto si gioca con la materia prima, partendo dalle uve Trebbiano e Lambrusco di Castelvetro: il mosto d’uva viene cotto per 24-26 ore. Il legno è la seconda caratteristica fondamentale: oltre all’utilizzo di legni tipici della zona, vengono utilizzate delle botti molto piccole. Questi due elementi assicurano al prodotto finale un concentrato unico di profumi, sapori e il colore inconfondibile dell’Aceto Balsamico tradizionale di Modena. E il romanticismo dov’è? Nell’amore di papà Enzo per i frutti della sua terra, dedicati a mamma Ginevra col rosè Fabula e tramandato alle figlie, incidendo i loro nomi su una delle botti.


Fonte: https://www.lacucinaitaliana.it/


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