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Ecco la donna chef che ha vinto il premio Michelin Chef Donna 2019

MARTINA CARUSO ritratta da LIDO VANNUCCHI

La chef del ristorante Signum, 1 stella Michelin, a Salina, Isole Eolie: “Con queste foto ho cercato di trasmettere la passione femminile di una donna semplice e determinata. Salina è la mia isola e la amo infinitamente, ne valorizzo il territorio e ne custodisco ogni dettaglio; è una terra vulcanica, fonte di energia, quell’energia che mi scorre nelle vene e mi spinge a fare sempre di più. Le foto parlano del mio legame con Salina, di cui ho una conoscenza profonda dei luoghi ma anche delle persone. La mia vita è fatta di pescatori che mi raccontano le storie del mare e dei suoi tesori, di donne che raccolgono i capperi e che se ne prendono cura per conservarli, degli orti e dei frutteti curati da mio papà, della montagna con le sue erbe spontanee funghi, castagne e radici. La mia femminilità in cucina è espressione della mia terra”.

MARTINA CARUSO ritratta da LIDO VANNUCCHI

Il fotografo Lido Vannucchi: “In Martina ho visto una giovane donna che, come hanno fatto le nostre madri e le nostre nonne, ha scelto di assecondare un gesto d’amore: il gesto di una cucina al femminile. Nella sua cucina l’amore parte dalla propria terra, dal proprio territorio, dai contadini, dagli agricoltori, i quali forniscono una materia prima, che, attraverso l’atto d’amore messo in pratica dal chef, diventa cucina”.

MARTINA CARUSO ritratta da LIDO VANNUCCHIMARTINA CARUSO ritratta da LIDO VANNUCCHIMARTINA CARUSO ritratta da LIDO VANNUCCHIMARTINA CARUSO ritratta da LIDO VANNUCCHIMARTINA CARUSO ritratta da LIDO VANNUCCHIMARTINA CARUSO ritratta da LIDO VANNUCCHIMARTINA CARUSO ritratta da LIDO VANNUCCHIMARTINA CARUSO ritratta da LIDO VANNUCCHIMARTINA CARUSO ritratta da LIDO VANNUCCHIANTONIA KLUGMANN ritratta da FRANCESCA BRAMBILLA e SERENA SERRANI

La chef del ristorante L’Argine a Vencò, 1 Stella Michelin, Dolegna del Collio (GO): “La cucina è un grande luogo di libertà in cui le persone hanno la possibilità di esprimersi al di là di quello che è il loro aspetto, quello che è il loro apparire. L’ospite di un ristorante raramente vede il cuoco. Non sa se questo sia un uomo o una donna. Sia alto, basso, bello, brutto, simpatico o antipatico. Il cuoco comunica attraverso il prodotto del proprio lavoro, come un artigiano, e viene valutato in base alla bontà del proprio piatto. Null’altro. Non penso ci sia una differenza nell’approccio tecnico al lavoro ma penso che uomini e donne abbiano modalità diverse di comunicare e relazionarsi con le persone con cui lavorano”.
 

ANTONIA KLUGMANN ritratta da FRANCESCA BRAMBILLA e SERENA SERRANI

La fotografe Brambilla e Serrani: “L’approccio femminile di Antonia in cucina si nota nei rapporti che instaura con tutti i suoi collaboratori. Sa essere affettuosa, materna, educata, rispettosa, autoritaria e al tempo stesso rassicurante. E’ molto attenta ai rapporti umani, alle relazioni e alle peculiarità delle persone. Secondo noi la femminilità è intrinseca in Antonia, la esprime in ogni gesto, dentro e fuori dalla cucina. Abbiamo quindi cercato di tirargliela fuori senza ricorrere a stereotipi. Senza puntare su abiti o sguardi ammiccanti, ma mettendola a proprio agio in un set fotografico o in relazione con la sorella, il compagno e i suoi ragazzi. Siamo molto soddisfatte perché secondo noi nelle fotografie si percepisce la vera Antonia: timida, solare vera e spontanea. Togliere, sottrarre e cogliere: questo è ciò che abbiamo fatto. La spontaneità ha fatto il resto”.

ANTONIA KLUGMANN ritratta da FRANCESCA BRAMBILLA e SERENA SERRANI ANTONIA KLUGMANN ritratta da FRANCESCA BRAMBILLA e SERENA SERRANI ANTONIA KLUGMANN ritratta da FRANCESCA BRAMBILLA e SERENA SERRANI KATIA MACCARI ritratta da ANDREA MORETTI

La chef del ristorante I salotti del patriarca, 1 Stella Michelin, Chiusi (SI): “Tenacia, perseveranza, fatica, ottimizzazione, amore. Ecco cosa serve ad una donna per gestire una famiglia, e lo stesso serve ad una donna che arriva a gestire una cucina nel mondo dell’arta ristorazione. La mia femminilità è un perfetto equilibrio tra due ruoli: la Katia manager che guida con caparbietà, determinazione e grinta tutti gli aspetti del quotidiano della sua struttura e la Katia chef, punto di riferimento della sua brigata al femminile, una donna che ama cucinare non solo per i suoi figli ma anche per tutti i suoi ospiti con la stessa passione e dedizione, che non sente la fatica per il suo lavoro, perché le soddisfazioni la gratificano ampiamente”.
 

KATIA MACCARI ritratta da ANDREA MORETTI

Il fotografo Andrea Moretti: “Ho scorto in Katia oltre alla grinta, la determinazione, l’impegno e la razionalità, anche un po’ di nostalgia e tristezza. In cucina i movimenti si fanno meno rigidi, Katia non si sente più sotto esame, in cucina è sicura, a suo agio, nel suo habitat. Emerge, attraverso i suoi occhi e i suoi gesti, che la sua concezione di cucina, la quale conserva in sé l’intrinseco significato di nutrimento, è il gesto di una madre che nutre i figli. Ecco come Katia esprime la sua femminilità, nella cucina che si fa “dono” materno”.

KATIA MACCARI ritratta da ANDREA MORETTIKATIA MACCARI ritratta da ANDREA MORETTIKATIA MACCARI ritratta da ANDREA MORETTISOLAIKA MARROCCO ritratta da MARCO VAROLI

La chef del ristorante Primo Restaurant, Lecce: “Non avrei potuto descrivere il mio concetto di femminilità in cucina in un modo migliore se non attraverso lo sguardo e l’empatia tra donne e in questo caso con Silvia, il maître del mio ristorante. Lo sguardo di una donna è innanzitutto forza, non intesa come differenza tra uomo-donna, ma intesa come peculiarità. Io parlo del mio e nel mio non esistono urla, piatti rotti, o situazioni di caos. Nel mio, a volte, uno sguardo rimprovera più di parole urlate ad alta voce e a volte consola e dirige più di una parola dolce. È empatia, è il capirsi comunicando con uno sguardo. È, semplicemente, stima e fiducia elevati all’ennesima potenza, perché là dove i miei occhi non arrivano, arrivano i suoi, quelli di un’altra donna. E là dove io non posso esserci, per esempio in sala con i nostri clienti, c’è il suo sguardo, e ci sono le sue parole, che mi rendono presente, anche senza esserci. La femminilità in cucina è in primis un traguardo, un percorso fatto di tanti ostacoli, prove, sfide. E l’aver finalmente superato, o almeno il tentativo di superare, la distinzione di genere”.

SOLAIKA MARROCCO ritratta da MARCO VAROLI

Il fotografo Marco Varoli: “In uno scatto fotografico si riesce a cogliere l’essenza di molte cose. Molte sfaccettature delle persone, davanti all’obiettivo, si svelano. Così con la femminilità che non è una, è personale e ogni donna la dimostra a proprio modo. Solaika ha espresso a modo suo come porta la sua femminilità in cucina, con un punto in comune, leggibile dai suoi occhi: la determinazione nel fare quotidianamente con passione un lavoro spesso duro e competitivo. Fuori dagli stereotipi di una cultura tradizionale, nella sua accezione più negativa. Come fotografo ho trovato che la sua creatività fosse già espressione di femminilità”.

SOLAIKA MARROCCO ritratta da MARCO VAROLISOLAIKA MARROCCO ritratta da MARCO VAROLISOLAIKA MARROCCO ritratta da MARCO VAROLI


Fonte: https://www.lacucinaitaliana.it/


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