Fashion & Food, 5 ristoranti alla moda nel mondo: chef, menu e location

I ristoranti dallo stile unico e originale da gustare prima con gli occhi, poi attraverso il palato. Tutti i dettagli di chef, menù e location di Gucci, Armani, Ralph Lauren, Tiffany & Co e Fondazione Prada.

Il food é sempre più di moda, e viceversa. Come stilisti, gli chef salgono in passerella, realizzano collezioni gastronomiche che si adattano alle stagioni impiegando ingredienti di prima qualità come fossero tessuti pregiati e lasciano correre a briglie sciolte la creatività in bilico tra innovazione e tradizione. La contaminazione tra food & fashion costruisce ristoranti come luoghi di moda eccezionali, proprio perché unici nel loro genere e stile. Se il brand di moda regala un sogno attraverso abiti e accessori, ora questo diviene anche “commestibile” per un’esperienza lifestyle a 360 gradi. Dal pioniere visionario Giorgio Armani fino all’originale decadenza di Gucci, ecco un piccolo giro del mondo a tavola tra stile e novità.

Firenze: Gucci Osteria da Massimo Bottura

Inaugurato a gennaio dello scorso anno, il Gucci Garden è come una gemma preziosa incastonata nel gioiello architettonico dello storico Palazzo della Mercanzia di Firenze. Ideato dal direttore creativo Alessandro Michele, lo spazio ospita una boutique con articoli unici, l’area espositiva Gucci Garden Galleria curata dal critico Maria Luisa Frisa e il ristorante Gucci Osteria da Massimo Bottura, chef premiato con tre stelle Michelin per il suo Osteria Francescana di Modena.

Insieme a Karime Lòpez, lo chef de cusine della  Bottura ha creato un menu che viene reinventato ogni stagione ed è inspirato dalle persone che hanno incontrato e dalle esperienze che hanno avuto durante i loro viaggi. Queste influenze straniere sono mescolate alle tradizioni della cucina italiana. “Il ristorante contribuisce a ricordare che Firenze è sempre stata un centro di scambi culturali, particolarmente durante il Rinascimento“, dice Bottura. A sottolineare questa idea, i versi di un canto carnascialesco del XV secolo di Lorenzo de’ Medici, la Canzona de’ sette pianeti, sono scritti in lettere dorate in alto sulle pareti della Gucci Osteria.

Ogni stagione il menù viene rinnovato con nuovi piatti, mentre rimangono inalterate le icone del menù del ristorante, tra cui i Tortellini in Crema di Parmigiano Reggiano e l’ Emilia Burger, un classico hamburger ricreato con ingredienti emiliano-romagnoli. Karime López ha trasmesso parte della sua storia personale nella Tostada di mais con palamita, un piatto in stile messicano con palamita marinata e mais viola tostato coltivato nel nord Italia, e nel Taka Bun, il panino cotto al vapore con pancia di maiale, un omaggio al marito giapponese della chef. L’insalata Franco’s Salad prende il nome dal commerciante toscano che rifornisce la Gucci Osteria da Massimo Bottura di insalate e di erbe locali raccolte nella campagna fiorentina. Lo Zuccotto è un risotto alla zucca servito con un ingrediente insolito, l’arancia bruciata, mentre il dessert Charley Marley è un dolce a strati di cioccolato che Karime López ha chiamato così in omaggio a Charlie, il figlio di Massimo Bottura che è un grande amante del cioccolato.

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Parigi: Ralph’s di Ralph Lauren

Sembra di sentire An American en Paris di Gershwin nelle orecchie quando entri all’American bistrot firmato Ralph Lauren. Il Ralph’s su Boulevard Saint Germain di Parigi si riassume bene nelle parole dello stesso stilista: “Voglio che sia il miglior ristorante del suo genere a Parigi, che offra ottimi piatti americani in uno scenario romantico e mozzafiato. L’atmosfera è cortese e accogliente, dal glamour sofisticato, ma informale.” A differenza delle altre tre location food tra New York, Chicago e Londra, al percepisci il sogno americano fondersi nello spirito bohèmien parigino. I sensi vengono conquistati al primo ingresso: ​la musica americana classica degli anni ’40 e quella delle grandi orchestre jazz si alternano in un perfetto mix durante il giorno e la sera, l’odore delle robuste travi in legno e della pelle invecchiata si confonde con il profumo delle pietanze all-stars e con il rumore cantilenante dell’acqua proveniente dalla fontana equestre, mentre gli occhi si riempiono di colori attraverso l’ampio dipinto raffigurante un paesaggio campestre sul caminetto e il mix ben studiato di tessuti moderni e vintage. L’accostamento di teak invecchiato e ferro battuto donano al cortile un sofisticato fascino rustico, esaltato dai portaselle e dalle coperte vintage per cavalli che valorizzano la raffinata atmosfera equestre.

Tra candele, lanterne e lampade da parete in ferro, al Ralph’s si possono gustare piatti americani “preparati come in America dai sapori decisi e testimoni della ricchezza e della varietà della terra che li ha prodotti. Il menù è realizzato sulla base delle scelte personali di Ralph Lauren, con un particolare gusto per gli assortimenti eclettici. Sul menu, l’attenzione viene conquistata dalla qualità di provenienza degli ingredienti: l’aragosta dal Maine, le crocchette di granchio dal Maryland, il prelibato filetto e la lombata prodotti direttamente dal Double RL Ranch di Ralph Lauren in Colorado. I classici cocktail occidentali sono abilmente miscelati dietro il bancone del bar. Rivisitazioni di mint julep, whisky sour e margarita, il preferito dello stilista americano, accompagnano alla meraviglia la ricca ma essenziale cucina americana. Non mancano i più pregiati vini americani e francesi, attentamente selezionati per impreziosire un’esperienza culinaria internazionale.

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Bologna: Emporio Armani Caffè e Ristorante

Innovatore nella moda e re incontrastato dello stile italiano dal 1975, Giorgio Armani è anche il visionario che ha sperimentato per primo il settore della ristorazione dagli anni Novanta.  Ad oggi l’universo food & beverage firmato Armani vede due hotel e più di venti ristoranti in tutto il mondo, tra cui, il primo Emporio Armani Caffè aperto a Parigi nel 1998 e l’Armani/Ristorante di Milano premiati con stelle Michelin, oltre alla squisita linea Armani/Dolci lanciata nel 2002.

Abbiamo scelto di presentare l’Emporio Armani Caffè e Ristorante di Bologna seguendo la filosofia dello stilista: “Bologna rappresenta un’importante meta turistica e sono particolarmente orgoglioso di questa apertura in uno dei luoghi più significativi dello shopping cittadino (…). L’equilibrio tra locale e internazionale è per noi vitale, ed è in linea con il messaggio di Emporio che ha uno stile moderno e metropolitano”.  Nella sua visione di vivere e far vivere l’universo Armani a 360 gradi, anche l’aspetto architettonico e il design rendono la location perfettamente riconoscibile dallo stile rigoroso e raffinato. Situato all’interno della storica Galleria Cavour, il concept del ristorante è stato ideato personalmente da Giorgio Armani in collaborazione con il suo team di architetti. Lo spazio si sviluppa su una superficie complessiva di 300 metri quadrati e comprende una zona Caffè, una zona Ristorante e un ampio dehors. Motivo dominante è l’accostamento del legno chiaro e scuro a una particolare tonalità di azzurro, più intenso e lucido per le lampade a sospensione della zona ristorante. Tra dettagli unici come il tocco di rosso delle lampade ‘Diogene’ Armani/Casa, le rifiniture in marmorino perlaceo o la pavimentazione in legno di rovere chiaro posato a spina di pesce, la location è avvolgente e coinvolgente al primo sguardo. Particolare interessante è dato dalla wine cellar a vista, che lascia in mostra una selezione della rifornita cantina. 

L’offerta del cibo prevede menù differenti per il lunch e per la cena, accomunati dalla filosofia degli Emporio Armani Caffé: piatti inequivocabilmente italiani, semplici e classici, realizzati prestando massima attenzione alla qualità delle materie prime. Alle proposte del pranzo si aggiunge la sera una vera e propria esperienza culinaria, che include i classici del territorio come Tortellini con Tartufo Bianco oppure in Brodo Tradizionale affiancati ai classici milanesi come l’iconico Risotto Armani o la Cotoletta fino a piatti originali come il Tonno scottato con la sua Tartare, Uovo di Quaglia, Crema di Pastinaca e Rapini Viola oppure Fusilloni con Ragout di Polpo, Olivelle, Pomodorini Confit e Radicchio. Menzione speciale va al servizio in sala, che su TripAdvisor viene ripetutamente segnalato come eccellente e premuroso.

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New York: The Blue Box Café di Tiffany & Co.

Se non avete la pazienza di aspettare la , potete sentirvi come Audrey Hepburn e fare realmente Colazione da Tiffany, ma non solo! Lo storico gioielliere ha aperto a fine 2017 il suo primo bar & restaurant chiamato The Blue Box Café. È situato al quarto piano della sede principale di Tiffany sulla Fifth Avenue di New York, dove verrete sopraffati delicatamente dal colore iconico del brand. Infatti, si tratta di una varietà di blu personalizzata che venne realizzata da , con spazio dei colori PMS 1837, numero che trae origine dall’anno di fondazione di Tiffany. Su uno sfondo alternato tra tappezzeria in tinta e marmo dalle sfumature grigio, rosa e azzurre, si susseguono poltroncine e divani in pelle intorno a tavolini in metallo apparecchiati con stoviglie in porcellana colorate e tovagliato elegante parte della collezione Homeware.

Al è possibile fare colazione (of course!) con Smoked Salmon and Bagels, Avocado On Toast o prendere il tè tra dolci squisiti, finger sandwich, scones, Blue Box petit four. Per pranzo, l’offerta è su piatti classici della tradizione americana reinventati e realizzati con ingredienti di alta qualità, da  hanno assaggiato la burrata italiana e piatti originali come Indivia Belga con Fragole, Mandorle Tostate, Blue Cheese e Vinaigrette. Il menù è soggetto a variazioni durante le stagioni in modo da mantenere sempre la freschezza. Frequentato da celebrity come Hayley Baldwin o Reese Whiterspoon e particolarmente ambito per il suo aspetto instagrammabile da locals e turisti, la lista di attesa è molto lunga e si consiglia di prenotare con anche 30 giorni di anticipo. Naturalmente, questo gioiello di ristorante ha un conto degno del suo nome…

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Milano: Ristorante Torre della Fondazione Prada

Discorso differente per Prada, che esce dall’approccio fashion come l’abbiamo visto finora per un connubio speciale tra arte e food. E’ alla Fondazione Prada che, dopo il Bar Luce disegnato dal regista Wes Anderson, dallo scorso maggio 2018 si aggiunge il Ristorante Torre, sito al sesto e al settimo piano del nuovo edificio progettato da Rem Koolhaas con Chris van Duijn Federico Pompignoli dello studio OMA. Il si presenta, secondo la definizione di Koolhaas, come “un collage di temi ed elementi preesistenti” che combina opere d’arte e arredi di design ad un progetto virtuoso di cucina etica e sostenibile under 30.

Al sesto piano della Torre, si trova la sala principale che lascia subito a bocca aperta per il piacevole contrasto tra le ampie vetrate a tutta altezza che offrono una vista inedita della città di Milano, e i toni caldi dell’ambiente tra parquet, boiserie in legno di noce e pannelli di canapa alle pareti. La zona Bar è caratterizzata dall’affascinante bottigliera sospesa con distillati e liquori internazionali dietro il bancone centrale e dal camino attorniato da poltroncine Soviet e tavolini Tulip di Eero Saarinen. Qui è possibile sorseggiare un ottimo cocktail e consumare un light dinner ammirando due opere di Lucio Fontana (Cappa per Caminetto, 1949, e Testa di Medusa, 1948-54), mentre la ceramica policroma Pilastro dello stesso artista introduce alla Sala del ristorante. L’ambiente è disposto su tre livelli leggermente sfalsati tra loro a ricreare un ideale belvedere. I primi due sono arredati con tavolini in legno e sedie Executive di Eero Saarinen e presentano una selezione di quadri di William N. Copley, Jeff Koons, Goshka Macuga e John Wesley. L’ultimo livello accoglie arredi originali del Four Seasons Restaurant di New York progettato da Philip Johnson nel 1958 ed elementi dell’installazione di Carsten Höller, The Double Club  (2008-2009). Ispirandosi alla tradizione del ristorante italiano, le pareti presentano una serie aperta a nuovi contributi di piatti d’artista realizzati per il ristorante Torre da talenti importanti, da John Baldessari o Goshka Macuga fino a Francesco Vezzoli e John Wesley, per citarne alcuni. Chiude l’area del sesto piano la magnifica terrazza esterna a pianta triangolare, mentre al settimo piano è preziosamente custodito lo chef’s table, uno spazio esclusivo e riservato con servizi dedicati, caratterizzato da una parete vetrata con vista sulle cucine e da una terrazza privata.

Sotto la direzione di brigata dello chef Fabio Cucchelli, la prevede un menù autenticamente italiano ispirato alle migliori tradizioni regionali, mentre i dessert spaziano tra i grandi classici della pasticceria. Una prestigiosa selezione di vini, composta da etichette italiane ed internazionali, completa l’offerta. Inoltre, il ristorante è luogo di confronto con le cucine internazionali grazie al supporto di  CARE ’s – The Ethical Chef Days, il progetto ideato da Norbert Niederkofler e Paolo Ferretti. Durante l’anno, chef under 30 sono ospiti per due settimane per proporre piatti tipici del loro paese di provenienza, secondo i principi di una cucina etica e sostenibile. Grazie al confronto con culture diverse su concetti come sostenibilità, cura del territorio e tutela dell’ambiente, il ristorante Torre vuole idealmente legarsi a culture lontane, per creare così conoscenza e consapevolezza gastronomica ed etica.

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Fonte: https://www.lacucinaitaliana.it/

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