Patatine e prosecco a messa: il prete che prende per la gola i fedeli

L’aperitivo religioso è un’iniziativa di don Gianfranco Formenton, sacerdote di San Martino in Trignano, Perugia. Per partecipare bisogna essere titolari della Messa card” (e non essere razzisti)

I giovani preferiscono andare a fare l’aperitivo piuttosto che andare in chiesa: la scarsa partecipazione alle celebrazioni religiose è un problema che, da anni, preoccupa i parroci. Ma don Gianfranco Formenton, sacerdote di San Martino in Trignano, in provincia di Perugia, non ha mai avuto nessuna intenzione di rassegnarsi e, anzi, ha escogitato una soluzione creativa per riavvicinare la comunità ai Sacramenti: ha deciso di riprendersi i parrocchiani «per la gola».

Attivo sui social, su Facebook ha pubblicato un annuncio rivolto a tutti i fedeli: «Locali climatizzati, patatine e ostie per i più piccoli, mentre per i più grandi prosecco di Conegliano Veneto», per chi sarà presente alla messa della domenica.

Per poter partecipare all’aperitivo religioso è necessario essere titolari della Messa card, una vera e propria tessera a punti per premiare i fedeli più praticanti e assidui. «Inoltre l’auditorium “San Martino” è a disposizione per convegni, conferenze, feste di compleanno per le famiglie. E pranzo su prenotazione! Ad maiorem Dei gloriam!». Insomma, don Formenton vuole riunire i cattolici anche nel nome della convivialità: come ogni festa che si rispetti, anche quella religiosa deve essere allietata da un banchetto.

A cui tutti sono invitati, tranne i razzisti. Don Formenton, che veicola da sempre un messaggio di pace e di accoglienza nei confronti dei migranti, già nel 2015 aveva affisso un cartello sulla porta dell’altra parrocchia che guida da tanti anni, quella di Sant’Angelo in Mercole a Spoleto: «In questa chiesa è vietato l’ingresso ai razzisti: tornate a casa vostra!».

Rispetto alle iniziative di don Gianfranco, qualcuno ha storto il naso. Tanti giovani, invece, hanno raccolto il suo divertente invito, e sono tornati a popolare la chiesa insieme agli amici.


Fonte: https://www.lacucinaitaliana.it/

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