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Clima, dalla geoingegneria solare promesse tutte da verificare

Una nuova analisi scientifica sui diversi milioni di possibili futuri climatici che ci potrebbero attendere ha accertato che esiste solo una stretta finestra di opportunità per mantenere il riscaldamento globale entro limiti ritenuti “sicuri” dalla comunità internazionale.

Tra i 5,2 milioni di scenari possibili, le emissioni di anidride carbonica dovrebbero arrivare a quota zero in tutti i paesi del mondo entro il 2030 se aspiriamo a contenere l’aumento delle temperature a fine secolo entro i 2 gradi Celsius, l’obiettivo che si sono date le Nazioni Unite per evitare gli impatti peggiori del cambiamento climatico, dall’innalzamento del livello mare alle ondate di calore mortali.

A differenza dello , che indicava la possibilità di un futuro caratterizzato da temperature aumentate di 1,5 gradi Celsius, il ha previsto tre vincoli pratici: investimenti per tagliare le emissioni

di CO2 non superiori  al 3% del Pil mondiale l’anno; nessun ricorso alla geoingegneria per rimuovere andride carbonica dall’atmosfera; il responso al raddoppio della CO2 nell’atmosfera sarebbe quello previsto dallo scenario di livello medio o superiore. In quest’ultimo caso si intende quella che viene definita anche la “sensibilità” del sistema climatico, ovvero quanto riscaldamento si determina nel momento in cui nuova CO2 viene immessa in atmosfera.

“Mostriamo come la nostra generazione abbia una importante responsabilità nel dover garantire a quelle successive un futuro tollerabile”, conclude lo studio.

A confronto con queste conclusioni basti pensare che se le nazioni dovessero mantenere gli impegni presi sin qui nell’ambito dell’Accordo di Parigi le emissioni continuerebbero a crescere fino a toccare il punto massimo nel 2030 per poi iniziare a declinare ponendo la Terra su una traiettoria di aumento delle temperature compreso tra i 3 e i 3,5 gradi Celsius.
 
Le emissioni globali annue sono attualmente oltre 40 miliardi di tonnellate e negli ultimi due anni sono andate aumentando. Contemporaneamente l’Agenzia internazionale per l’energia ha annunciato l’11 marzo che il consumo di petrolio è previsto in aumento per i prossimi 5 anni.

Tagliare le emissioni fino a toccare quota zero nel 2030 sarà estremamente difficile, ha commentato l’autore principale della ricerca della Tufts University.

Quanto accertato dallo studio ricalca le conclusioni del Rapporto speciale dell’IPCC, secondo cui l’unico modo per mantenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi Celsius sarebbe quello di rimuovere grandi quantità di CO2 dall’atmosfera attraverso nuove tecnologie o grazie all’aumento delle biomasse capaci di assorbirla, come l’aumento delle coperture forestali, spiega Glen Peters, direttore di ricerca del centro di ricerca norvegese sul clima. E questo, aggiunge in una email, vale anche per un aumento di 2 gradi Celsius.

Lamontagne e i suoi colleghi avvertono che fare affidamento sul “ricorso massiccio a nuove tecnologie per la rimozione della CO2 dall’atmosfera che non sono ancora state provate potrebbe rappresentare un azzardo che in caso di errore avrebbe possibili conseguenze disastrose”.
 
Peters si chiede però anche se immaginare una riduzione delle emissioni a livello 0 entro il 2030 sia in realtà un’opzione più realistica. “Dobbiamo esplorare tutte le strade possibili e poi la società potrà decidere quale percorso intraprendere, quale è più fattibile”, dice.
 
Una nuova possibilità potrebbe comunque aprirsi all’orizzonte: la cosiddetta geoingegneria solare. Aeroplani che volano ad alte quote per rilasciare aerosol di diossido di zolfo nell’atmosfera imitando l’effetto di raffreddamento provocato dalle eruzioni vulcaniche. Una soluzione che definisce praticabile in maniera sicura.
 
L’idea di immettere nell’atmosfera particelle in grado di riflettere la luce solare per limitare il riscaldamento globale non è nuova, ma questa è la prima ricerca che prende in esame come un intervento simile potrebbe incidere sull’andamento delle piogge, sulle temperature locali e sulle tempeste. La conclusione dei ricercatori è che la geoingegneria solare potrebbe dimezzare l’incremento delle temperature senza peggiorare le condizioni climatiche complessive.
 
Malgrado ciò sulla geoingegneria solare restano una serie di incertezze e molti nuovi studi saranno necessari per comprendere meglio eventuali pericoli, costi e limiti di questa eventuale soluzione prima che possa essere effettivamente applicata, ammette il coautore della ricerca David Keith della Harvard University, avvertendo che sarà comunque necessario tagliare le emissioni di CO2 e farlo in fretta.
 
“Le possibili conseguenze non volute di questa soluzione mi lasciano inquieto”, dice Michael Mann, climatologo direttore del Earth System Science Center presso la Penn State. Esperimenti fortemente idealizzati di geoingegneria solare potrebbero non riflettere a sufficienza su cosa potrebbe essere effettivamente usato e sugli effetti globali, dice Mann in una email.


Fonte: http://www.nationalgeographic.it/


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