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Dalla Germania una nuova specie di pterosauro dentato

È lo pterosauro più completo del Cretaceo che sia mai stato scoperto in Germania. Come spiegano i paleontologi , il fossile di questo rettile caratterizzato da ossa insolitamente scure e battezzato Targaryendraco wiedenrothi  in riferimento alla casata dei Targaryen della nota serie televisiva Il Trono di Spade (a sua volta adattamento del ciclo di romanzi Cronache del ghiaccio e del fuoco – A Song of Ice and Fire –  di George R. R. Martin),  rappresenta il primo esemplare di una nuova linea evolutiva di pterosauri dentati.
 
Il team di ricerca ha inoltre identificato sei altri pterosauri già noti, che si ritiene siano strettamente imparentati fra loro, come appartenenti al nuovo gruppo Targaryendraconia. I membri facenti parte di questo genere avevano un’apertura alare fra 3 e 8 metri circa e musi insolitamente stretti che terminavano con denti che sporgevano dall’estremità della mascella.
 
Rinvenute in luoghi diversi, fra cui Inghilterra, Stati Uniti, Brasile e Australia, “tutte queste specie provengono da

ambienti costieri poco profondi e probabilmente si nutrivano di pesci”, afferma , paleontologo dell’Universidade Federal do ABC in São Bernardo do Campo, in Brasile, responsabile dello studio. “La caratteristica principale che hanno in comune è la mascella  estremamente sottile, più di qualsiasi altro pterosauro dentato”.
 
L’attribuzione a un nuovo gruppo dimostra quanto sia aumentata negli ultimi anni la nostra comprensione di questi straordinari esseri alati, grazie alla scoperta di nuovi resti ma anche compiendo nuovi sforzi per analizzare e confrontare i fossili conservati nelle collezioni museali, afferma , esperta di pterosauri dell’Universidade Federal Espírito Santo in Brasile, non coinvolta nel nuovo studio.
 
“Il nome Targaryendraco segna l’individuazione di una linea evolutiva sconosciuta di rettili volanti vissuti per milioni di anni nel Cretaceo”, afferma.
 
Una nuova classificazione
 
Rettile volante contemporaneo dei dinosauri, Targaryendraco visse 130 milioni di anni fa, quando la parte della Germania in cui è stato rinvenuto era la costa di un mare caldo e poco profondo.
 
Il fossile comprende parti delle costole e delle ali, ma anche della mascella. Potrebbe sembrare una scoperta poco interessante, ma l’esemplare è relativamente completo rispetto ai resti molto frammentari di altri pterosauri scoperti in Germania e risalenti allo stesso periodo. Dallo studio delle ossa emerge che Targaryendraco era dotato di un muso lungo e stretto e denti aguzzi, di cui si serviva per catturare pesci sulla superficie dell’oceano.
 
“Le ali erano strette e allungate, caratteristica che si ritrova negli attuali uccelli e pipistrelli che catturano i pesci servendosi delle ali”, afferma Pêgas.
 
A scoprire le ossa, nel 1984, è stato Kurt Wiedenroth, cacciatore amatoriale di fossili, in una fossa di argilla a Engelbostel, vicino ad Hannover, nella Germania settentrionale. Il colore scuro si deve forse a una particolarità dei minerali presenti nella roccia in cui si sono formati. Nel 1990, Wiedenroth donò l’esemplare al Museo di Storia naturale di Stoccarda, dove è stato studiato e attribuito a nuova specie – Ornithocheirus wiedenrothi – facente parte del genere di pterosauri Ornithocheirus.
 
Tuttavia, poiché nel tempo sono stati portati alla luce diversi pterosauri e la comprensione di questi rettili volanti da parte degli scienziati è migliorata, è emerso come alcune specie considerate appartenenti al gruppo Ornithocheirus non fossero invece strettamente imparentate e rappresentassero invece altri tipi di pterosauri.
 
In paleontologia, è comune attribuire un nome a gruppi che contengono specie ancora poco note. Si tratta dei cosiddetti taxon “spazzatura”, che comprendono specie appena scoperte, di cui si hanno a disposizione ossa frammentarie o non studiate ancora in modo approfondito, spiega , paleontologo dell’Università di Southampton, nel Regno Unito.
 
“Si presumeva che altri reperti provenienti da tutto il mondo appartenessero allo stesso gruppo, e  dunque i ricercatori continuavano ad attribuire loro lo stesso nome”, afferma. “Tra gli pterosauri, Ornithocheirus ne è l’esempio perfetto”.
 
Ma Pêgas e gli altri autori dello studio, del Museu Nacional di Rio de Janeiro e dell’Institut Català de Paleontologia di Barcellona, ??in Spagna, hanno ora ristudiato Ornithocheirus wiedenrothi e lo hanno classificato come Targaryendraco wiedenrothi, partendo dalla considerazione che gli esemplari di Ornithocheirus hanno una mascella più arrotondata.
 
“Per decenni, gli esperti di pterosauri hanno pensato che questa specie non facesse davvero parte del genere Ornithocheirus”, afferma Naish, non coinvolto nello studio.
 
Una danza con i draghi
 
Riguardo al nuovo nome, i fossili di colore scuro hanno ricordato agli autori le ossa nere dei draghi della Casa Targaryen. Inoltre, si legge nell’articolo scientifico, “gli pterosauri hanno ispirato alcuni aspetti della biologia dei draghi” della serie.
In genere, quando i draghi sono raffigurati in libri, film e opere d’arte, hanno sei arti: quattro zampe e due ali.
 
“Ma dal punto di vista biologico, non ha alcun senso”, sostiene Pêgas. In natura non è mai esistita alcuna creatura vertebrata che avesse così tanti arti disposti in questo modo”.
Prendendo spunto dall’anatomia degli pterosauri, esseri vissuti realmente milioni di anni fa, il creatore del Trono di Spade George R. R. Martin immaginò invece che i suoi draghi immaginari avessero quattro arti: due ali come arti anteriori e due zampe posteriori.
 
Pêgas afferma di aver ammirato questa decisione: “Ho sempre pensato che fosse giusto, soprattutto perché lavoro con gli pterosauri”. Inoltre, ammette, “sono un vero nerd e un grande fan del Trono di Spade”.


Fonte: http://www.nationalgeographic.it/rss/all/rss2.0.xml


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