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La corsa all'oro mette a rischio la nuova rana trasparente dell'Ecuador

Ecuador le compagnie possono ottenere dalle autorità delle concessioni a sfruttare le risorse del sottosuolo, come l’oro, anche su terreni di cui non sono proprietare. Sono tenute però a consultarsi con questi ultimi, in questo caso un’associazione che si occupa di salvaguardia delle fauna chiamata e la comunità locale.  Cerro Quebrado, una sussidiaria della più grande impresa mineraria mondiale, l’australiana BHP (che non ha voluto rispondere ad una richiesta di commento sulla vicenda).Esteban Falconi, un avvocato che si occupa di ambiente e diritti umani in Ecuador.

Nel paese il sistema giudiziario è però fortemente influenzato dall’esecutivo, che ha promosso fortemente le attività estrattive negli ultimi anni dopo che l’industria petrolifera non ha portato i vantaggi economici sperati, spiega , un ecologo della University of Oregon che ha lavorato nell’Ecuador.

La corruzione è un problema grave nell’Ecuador, e le grandi aziende riescono ad esercitare una forte infuenza nel paese, sino ad oggi risparmiato dai progetti minerari su larga scala avviati invece nei vicini Perù e Bolivia. L’ex vicepresidente dell’Ecuador Jorge Glas è stato condannato nel 2017 a sei ani di carcere per corruzione. Glas è stato riconosciuto colpevole di aver accettato mazzette per 13,5 milioni di dollari da una impresa di costruzioni brasiliana. 
 
La nuova spinta alle ricerche minerarie sta mettendo in allarme gli ambientalisti in quanto questo tipo di attività estrattive ha avuto “impatti distruttivi” in altri paesi del bacino amazzonico, dice Vandergrift.

Inoltre è anche in contrasto con la Costituzione dell’Ecuador che, caso unico, garantisce l’inalienabilità dei diritti della natura.

I ricercatori raccomandano che la nuova rana

 
Per le persone coinvolte negli sforzi di conservazione si tratta di un caso emblematico delle minacce che le attività minerarie rappresentanto per gli animali rari dell’Ecuador.

Esistono circa 600 specie diverse di anfibi scoperte da poco nel paese e forse un altro 20% o più non è stato ancora descritto, spiega Luis Coloma, direttore del Jambatu Center for Research and Conservation of Amphibians dell’Ecuador, che non ha contribuito alla realizzazione dello studio.

La ricerca serve da “forte grido di allarme affinché questa nuova specie e altri anfibi fortemente in pericolo vengano pritetti, in particolare dalle attività minerarie”, dice Coloma.


Fonte: http://www.nationalgeographic.it/


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