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Evviva frutta e verdura di colore viola: ecco come possono aiutare contro certi disturbi 

Melanzane, frutti di bosco, mirtilli, more, uva rossa, prugne, fichi, radicchio: sono accomunati tutti dal colore vivace dovuto alla presenza di pigmenti colorati. Tra questi si noverano anche le proantocianidine, molecole della grande famiglia dei flavonoidi. I flavonoidi sono molecole bioattive naturali largamente distribuite nel mondo vegetale: gli studi a disposizione ne hanno confermato le proprietà salutistiche per il contributo alla prevenzione di numerose malattie da quelle cardiovascolari a quelle infiammatorie e persino di alcune forme tumorali nonché importanti nel prevenire patologie legate all’obesità.

Uno studio recente del CREA, inoltre, ha evidenziato come l’assunzione di proantocianidine sia in grado di prevenire alcune disfunzioni intestinali di tipo infiammatorio. Tali molecole, infatti, sono capaci di modulare positivamente la risposta cellulare e tissutale ad agenti tossici, proteggendone l’integrità della parete intestinale e le funzioni indispensabili al mantenimento della salute dell’organismo in toto.

Perché la salute intestinale è così importante per quella dell’intero organismo

Un intestino in buona salute deve poter godere dell’integrità di parete che può essere minata da diversi fattori infiammatori e non, e deve poter contare anche su una flora batterica amica. L’intestino, infatti, è variamente popolato da batteri: se i batteri nemici superano quelli amici e se viene meno l’integrità di parete, si spiana la strada allo sviluppo di situazioni potenzialmente patologiche che possono degenerare nello sviluppo di condizioni anche gravi, quali diabete e obesità.

Come garantirsi il corretto apporto di proantocianidine

«Lo studio in questione, anche se condotto su un modello animale, conferma l’importanza di un regolare consumo di flavonoidi con la dieta e, nello specifico, di proantocianidine. Il miglior modo per farlo è seguire il modello alimentare conosciuto come “Dieta Mediterranea” che apporta buone quantità. Assumere integratori alimentari a base di proantocianidine (o in generale di altre molecole considerate bio-attive) non si associa quasi mai agli stessi benefici garantiti dalla dieta Mediterranea o comunque un altro modello alimentare equilibrato.- Chiarisce Fabio Virgili, uno degli autori dello studio in questione e Senior Scientist del Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria (Council for Agricultural Research and Economics) del Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione che aggiunge- A causa dello scarso assorbimento e della presenza contemporanea di sostanze simili nella dieta, le quantità di molecole introdotte con integratori, invece, non riescono generalmente a essere significative e quindi efficaci per la salute. È importante, invece, consumare per tutta la propria esistenza una dieta equilibrata, ricca di frutta e verdura che apporta quantità più che sufficienti di molecole bio-attive e di altri nutrienti, quali carboidrati, grassi proteine , vitamine e minerali. Questa strategia è sicuramente associata a vantaggi significativi per la salute, benefici che l’uso di supplementi e integratori, per quanto mirata e in qualche modo protratto nel tempo, non può garantire».

SunBlack

Il SunBlack è un pomodoro nero ad alto contenuto di antociani sviluppato nell’ambito del progetto di ricerca tutto italiano «Tomantho», coordinato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e portato avanti insieme alle Università della Tuscia (Viterbo), di Modena e Reggio Emilia, di Pisa.

«Il ruolo benefico per la salute di sostanze polifenoliche di natura antiossidante come gli antociani è ormai ampiamente dimostrato dalla scienza. La presenza di antociani nel pomodoro, un vegetale che già di per sé è particolarmente ricco di sostanze benefiche, vitamine e antitumorali primo fra tutti il licopene, ne aumenta considerevolmente il valore nutrizionale, andandone a ottimizzare l’attività antiossidante complessiva data dalla componente liposolubile dei carotenoidi con quella idrosolubile degli antociani. – spiega Silvia Gonzali del PlantLab, Istituto di Scienze della Vita, Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa – Una matrice ricca e completa come quella del pomodoro, alimento centrale della dieta mediterranea, e ancor di più di quello con buccia viola ricca di antociani, come il SunBlack, può quindi offrire uno spettro molto ampio di protezione per la nostra salute, senza dover ricorrere al consumo di integratori o altri supplementi nutrizionali, poiché il SunBlack altro non è che un esempio di alimento nutraceutico, in grado di portare benefici per mantenere le persone in uno stato di buona salute e non rientra negli ogm, anche perché i suoi semi sono stati ottenuti attraverso la tradizionale tecnica dell’incrocio».

«Il pomodoro SunBlack rientra nella categoria dei prodotti vegetali biofortificati mediante approcci di miglioramento genetico tradizionale che hanno determinato questa tipica colorazione viola scuro che ne conferisce le peculiari proprietà salutistiche senza alterarne il sapore perché confinato alla buccia- chiarisce Laura Bassolino Ph.D. Researcher presso il CREA- Siamo abituati a consumare pomodori di colore rosso per effetto di fenomeni di domesticazione. Tuttavia, è nota un’ampia biodiversità: in zone come il Centro-Sud America non è inusuale trovare pomodori di colorazioni e forme differenti. Il cibo è anche moda e ultimamente si assiste sempre più spesso all’utilizzo di pomodori giallo-arancio nella preparazione di piatti gourmet. Il SunBlack si inserisce benissimo nella preparazione di ricette sfiziose e colorate e non ultimo nella decorazione dei piatti. E perché no della pizza. Ai fini salutistici occorre sottolineare che spesso il potenziale nutraceutico è dato dalla biodisponibilità di fitocomplessi e della compresenza di alto contenuto di fibre e sali minerali. Pochi sono ancora gli studi inerenti l’effetto dei diversi metodi di preparazione/cottura sulla biodisponibilità di questi complessi ad alto potere nutrizionale e quindi risulta, a questo stadio, difficile individuare una preparazione più ottimale di altre».

Da notare, in ogni caso, come il SunBlack, nelle varietà finora prodotte ben si prestino al consumo fresco e senza la rimozione della buccia, perché altrimenti risulterebbe impoverito della componente antocianica concentrata proprio nella buccia e che gli conferisce la colorazione tipica. È anche un prodotto che non sopporta le elevate temperature che possono degradare gli antociani stessi. Ecco quindi che in particolare l’ultima varietà disponibile, la Solenero Cherry, ben si adatta alla preparazione di insalate, snack e per guarnire i piatti. Tutte le varietà, infine, molto semplicemente si possono usare per preparare sughi veloci: il SunBlack si usa come un qualsiasi pomodorino, tagliato a metà e saltato brevemente in padella con un filo d’olio extra vergine di oliva.


Fonte: http://www.lastampa.it/scienza/benessere


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