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Amsterdam. Se vuoi conoscere i suoi segreti, “sposa” un locale

Un matrimonio fasullo, diciamo finto. Un “fake wedding” con tanto di fiori, vestiti adeguati (ma di seconda mano) e foto. Utile solo a vivere un intenso viaggio di nozze della durata di un giorno o poco più. Se l’è inventato un gruppo di imprenditori di Amsterdam coordinati dall’organizzazione Amsterdam&partners, per consentire ai turisti di scoprire aree e quartieri della città meno conosciuti. La città olandese è ovviamente una meta evergreen delle rotte internazionale ed europee, fra le più visitate del Vecchio continente e sempre ai primi posti nelle diverse classifiche dei metamotori di ricerca che stimano le intenzioni dei viaggiatori di stagione in stagione. Lo scorso anno ha accolto quasi 21 milioni di turisti. Eppure, come spesso capita, alcune zone rimangono del tutto ignare ai visitatori, rendendo la vita impossibile a chi ci vive in poche altre ultragettonate. Come funziona? L’operazione si chiama “Marry and Amsterdammer for a day”, cioè “Sposa un cittadino di Amsterdam per un giorno”, e consiste in un vero e proprio (anche se rigorosamente finto) matrimonio, con tanto di cerimonia e scambio di anelli – ma con un bell’abbraccio al posto del bacio – e una rapida luna di miele che consiste appunto nell’esplorazione delle zone meno comuni della città. Fra le tante attività, potrebbero essercene anche di anomale, per un viaggio di nozze (per quanto fasullo). Per esempio dedicate all’ambiente, come la raccolta di plastica e rifiuti dai tanti canali.  Ovviamente l’iniziativa rientra in una strategia più ampia, battezzata “Untourist movement”, lanciata anch’essa questa settimana convogliando di fatto una serie di progetti in corso da tempo. Una piattaforma che si propone di offrire ai turisti percorsi non convenzionali per approfondire il meglio di Amsterdam tutelando anche la qualità della vita dei residenti, spesso messi a dura prova dal sovraffollamento di certi quadranti. Anche perché le proiezioni dicono che in città i visitatori potrebbero davvero moltiplicarsi oltre ogni sostenibilità: una stima ne prevede 23 milioni entro il 2030.


Fonte: http://www.repubblica.it/


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