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Montagna, verde, villaggi da favola. Cinque giorni lungo la Drava, in bici

Vento, sole, pioggia. E un po’ di sudore. Una bici e tanta voglia di pedalare, tra monti e laghi. E un fiume a tenerci compagnia. È questa la Drauweb, la ciclabile della Drava, la strada senza confini che attraversa quattro paesi e giunge fino al Danubio. Non è necessario farla tutta. Ma è necessario farla per innamorarsi dei suoi paesaggi, dei piccoli villaggi, delle città che attraversa e dove passeremo la notte. La Drauweb parte dall’Italia come la Drava che scorre sempre a nostro fianco, e arriva in Croazia, dopo aver attraversato tutta l’Austria meridionale e parte della Slovenia. La tratta più affascinante e certamente più organizzata è quella che va da San Candido a Klagenfurt, attraverso il Tirolo orientale e la Carinzia. Cinque tappe facili (35-50 km ogni giorno) lungo le quali si passa gradualmente da un paesaggio dolomitico alle dolci colline a ridosso delle Alpi carniche. Facili perché le prime due sono di fatto in discesa e le altre in pianura. Facili perché su ciclabili protette o su strade a bassissimo traffico, in gran parte asfaltate. Facili perché è possibile prenotare prima del viaggio tutti gli hotel lungo il percorso e la bicicletta con la quale affrontare il viaggio, ed è anche possibile richiedere il trasporto bagagli da un albergo all’altro. Insomma, non resta che il pensiero di pedalare.

La logistica. La facilità di questa ciclabile è anche di tipo logistico. Si parte da San Candido che è raggiungibile in treno da Verona cambiando a Fortezza. Si arriva a Klagenfurt dalla quale con il treno si arriva a Venezia Mestre in circa quattro ore, passando per Tarvisio e Udine. Chi invece giunge a San Candido in auto, alla fine del tour può recuperare la propria vettura in treno viaggiando da Klagenfurt e Lienz e da Lienz a San Candido.

Giorno 1 – San Candido-Lienz: la tappa più facile. Quando si scende dal treno alla stazione di San Candido si rimane colpiti dalla bellezza del Monte Baranci, dal verde intenso e dalla vecchia e un po’ lugubre stazione. San Candido è uno di quei posti dai quali non vorresti staccarti mai. La cittadina, prima di partire con la bicicletta, va scoperta a piedi. Dalla stazione, sono sufficienti cinque minuti di cammino per ritrovarsi nel centro storico. A sinistra le cappelle unite di Altötting e del Santo Sepolcro del seicento, poi il ponte sotto il quale la Drava, che scorre lentamente sulla destra, incontra il rio Sesto e diventa un fiume. Al di là del ponte inizia la città vecchia. Il corso vi conduce direttamente alla Chiesa di San Michele Arcangelo, di epoca romanica ma dall’aspetto attuale decisamente gotico con il suo campanile cilindrico con la copertura “a cipolla”. È circondata da eleganti alberghi e affollati negozi. Subito dietro si trova la Collegiata dei Santi Candido e Colombiano. La chiesa, tipicamente romanica, ha mantenuto inalterato il suo aspetto nei secoli. Accanto potrete visitare il suo museo. Oltre il museo, iniziano le indicazioni della ciclovia. Si passa accanto all’ospedale, poi si supera la Drava e la statale, per ritrovarsi su una ciclabile un po’ stretta ma perfetta. Asfalto liscio che scorre accanto alla ferrovia. Proprio questa vicinanza alle rotaie è una costante di tutta la ciclovia, una sicurezza in più in momenti di difficoltà, quando si è stanchi o la pioggia si fa battente. Superato Versciaco fate attenzione alle campagne circostanti: in questa zona potrete scorgere vari bunker nascosti e fossati anti-carro che dovevano servire a bloccare un’eventuale avanzata in Pusteria degli eserciti del Patto di Varsavia. Prato alla Drava è l’ultimo paese in territorio italiano con la sua chiesa in alto sulla collina. La ciclabile passa nell’abitato, per poi uscire nella boscaglia. Si supera il confine senza accorgersene. Pedalando lungo verdissimi prati, all’altezza di Panzendorf si trova la famosa fabbrica di dolci, la Loaker. Il marchio bolzanino ha realizzato qui un vero e proprio punto ristoro dove rifocillarsi e acquistare dolciumi. Lungo il percorso verso Lienz si intravede una centrale idroelettrica. Poco oltre, si raggiunge l’incantevole Strassen, alle pendici delle montagne che chiudono la Pusteria. Ad Abfaltersbach si può fare una sosta e scattare qualche foto. Una zona pic nic invita a scendere dalla sella e guardare il panorama. Da qui in poi si pedala all’ombra dei boschi. È la condizione ideale se la giornata è piuttosto assolata e calda. Ma se le temperature sono un po’ contenute, conviene utilizzare una mantella. Dopo lunghe discese da fare con prudenza (talvolta questo tratto è molto trafficato o comunque è percorso da ciclisti non esperti), si giunge a Lienz. La prima tappa termina nei pressi della stazione, dove la Drava incontra l’Isel. A causa di un’imponente frana dovuta al maltempo dello scorso autunno, una decina di chilometri della ciclabile è stata spostata sul lato sinistro della Drava su percorso sterrato. Questo tratto della ciclabile parte da un’altitudine di 1.150 metri e arriva a 674 metri. I chilometri percorsi sono 42.

Giorno 2. Lienz-Dellach: tra boschi, erbe e campi. Lienz è una cittadina dal fascino particolare. Siamo in Austria ma sembra di essere ancora in Italia. Sono molti gli italiani che qui lavorano e sono molte le persone che parlano la nostra lingua. Soprattutto camerieri e baristi. La città è tipicamente tirolese. Prima di iniziare a pedalare, scoprite la sua elegante Hauptplatz che d’estate si riempie di palme e di fiori, il Castello Liebburg del 1605, che si affaccia, imponente, sul lato nord della piazza con le sue tipiche torri con cupole a bulbo. Ad est la piazza è chiusa dalla chiesa Antoniuskirchl del XVII secolo. È consacrata al rito ortodosso, in quanto Lienz ha per lungo tempo ospitato gruppi di cosacchi in fuga da Stalin, poi costretti dagli inglesi a tornare in patria. Alcuni fuggirono sulle montagne, altri si suicidarono nelle fredde acque dell’Isel e della Drava. Camminate verso ovest e scoprite l’ex ghetto ebraico. Poi risalite verso nord e superate l’Isel. Sulla sua sponda sinistra camminate verso est nel parco cittadino. Fuori dalla città può valere una visita il Castello Bruck del ‘200, costruito dai conti di Gorizia, ospita oggi il museo della patria. Si trova su una collina e si raggiunge seguendo a ritroso il corso dell’Isel. In città c’è una guida di lingua italiana Elisa De Gaetani, che vi può far scoprire la città tra i suoi palazzi e la sua storia. Partiti con la bicicletta, dopo qualche chilometro lungo la ciclabile, troverete le indicazioni per Aguntum. Si tratta del sito archeologico dell’omonima città romana della provincia del Norico. Il sito archeologico consente di ammirare alcuni resti di edifici e le terme. La parte al coperto, conserva, invece, ritrovamenti di suppellettili, maschere e oggetti di vario tipo. La deviazione e la visita richiedono non più di 40 minuti di tempo. Tornati sulla ciclabile bisogna ora pedalare a sinistra della Drava in un tratto un po’ noioso. Superato Nikoldorf, si attraversa la Drava e si entra in Carinzia. La ciclabile si allontana dal fiume e scorre ora sotto il bosco. Il paesaggio ora non è più dolomitico pur rimanendo in un contesto decisamente montano. Si attraversa di nuovo la Drava a Oberdrauburg. Questo grazioso paese è un comune-mercato di 1.200 abitanti con un centro storico piccolo ma certamente gradevole. Fermatevi nelle sue piazzette per una radler o per un pranzo. Nei pressi del centro c’è un museo molto particolare, quello degli animali impagliati. Si chiama Vanni’s Vogelwelt ed è stato creato da Vanni Bianchi, friulano d’origine, e da sua moglie Adriana Fausto. Vanni è un imbalsamatore professionista che mette in mostra parte della sua collezione privata di uccelli. Nel museo ce ne sono ben 1.300, suddivisi per aree geografiche continentali (www.vannis-vogelwelt.at). Poco più avanti, riprendendo il percorso lungo la Drava, si giunge nei pressi di Irschen. Se avete ancora energie e gambe allenate, il piccolo borgo vale una visita e una sudata. Una ripida salita vi porta dai 600 ai 1.000 metri d’altitudine. Il borgo è noto in Austria per le sue erbe aromatiche. Dei 2.000 abitanti, 60 si sono associati in un consorzio per la produzione di erbe che si possono acquistare d’estate per tisane, per cosmesi e per profumazione presso un edificio nei pressi della chiesa (www.kraeuterdorf.at). Due o tre volte a settimana, inoltre, vengono organizzati alcuni workshop per scoprire come si lavorano le erbe, la loro raccolta e il processo di essiccamento. Tornati lungo la Drava, altri 5 chilometri e la seconda tappa termina nel borgo di Dellach im Drautal, noto per le sue gallerie climatiche dove vengono curate patologie respiratorie. Visitate la chiesa di Santa Margherita e il vicino monumento ai caduti delle due guerre mondiali. Sull’altra sponda della Drava, dove appunto la ciclabile gira, c’è il Drau Oase, una zona verde dove poter fare un pic nic e godere del paesaggio dalla casa sull’albero. Poco più in là, in zona Waldbad c’è un campeggio con piscina. La tappa è in leggerissima discesa e si passa dai 674 metri di Lienz ai 614 di Dellach. I chilometri percorsi sono 35.

La Via della Drava – Region Villach Tourismus (foto Martin Steinthaler)


Fonte: http://www.repubblica.it/


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