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Dove vanno i nostri gatti quando sono fuori casa?

Un altro risultato degno di nota è stato quello di un micio sterilizzato dell’Inghilterra del sudovest il cui vagabondare non somigliava a nessun altro di quelli dei gatti dello studio. Max ha percorso la strada dal villaggio di St. Newlyn East fino a Trevilson, una distanza di oltre un chilometro e mezzo, poi si è voltato ed è tornato indietro. Il motivo per cui il gatto ha compiuto due volte questo tragitto nei sei giorni di monitoraggio è sconosciuto.

Nonostante questi intrepidi esploratori, la maggioranza di questi gatti casalinghi ha territori di caccia di gran lunga più piccoli rispetto ai gatti randagi o ad altre specie selvatiche tipo i gattopardi, indica lo studio. La spiegazione è ovvia – gli animali domestici vengono nutriti a casa e non hanno alcuna necessità di esplorare territori lontani e vasti per trovare il loro prossimo pasto. Inoltre, gran parte dei gatti di casa sono sterilizzati o castrati, e dunque non hanno nemmeno la necessità di accoppiarsi.

“Senza le motivazioni del cibo e del sesso, molti gatti sembrano essere contenti di essere tipi casalinghi”, spiega Kays. I ricercatori si aspettavano di scoprire differenze nei tragitti dei gatti in base alle diverse aree geografiche. Negli Stati Uniti, per esempio, la grande presenza di coyote potrebbe inibire i gatti dal muoversi lontano dalle zone sicure, si teorizza.

Ma in effetti i gatti in genere restano vicino alle loro case in qualunque zona del mondo si trovino, nonostante le aree percorse dai gatti australiani fossero inferiori a quelle dei gatti di tutti gli altri luoghi.  “I gatti sono universalmente pigri”, conclude Kays.

Altre scoperte dello studio includono che i maschi si muovono più delle femmine, i gatti fertili più di quelli sterilizzati o castrati e i gatti giovani più di quelli anziani mentre i gatti di campagna più di quelli cittadini.

Cacciatori in cerca di prede

In anni recenti, c’è stata una crescente preoccupazione circa la “tassa” che si prendono i gatti sulle popolazioni di rettili, uccelli e altri animali selvatici. I dati GPS sono utili per dimostrare non solo le distanze percorse dai gatti ma anche i posti visitati. Considerando ogni area, tre quarti dei gatti trascorre gran parte del suo tempo nei giardini e in altri luoghi allestiti dagli umani.

A prima vista, questa sembrerebbe una buona notizia – quanto danno potrà fare Bella andando nel cortile o sul letto di fiori? Ma l’articolo evidenzia, comunque, che concentrando la loro caccia in un’area ristretta, i gatti possono avere un effetto enorme sulla fauna locale. E considerando il grandissimo numero di gatti domestici – quasi 100 milioni negli Stati Uniti in base a un recente conteggio – questi impatti locali possono sommarsi fino ad avere un enorme impatto globale.


Fonte: http://www.nationalgeographic.it/rss/all/rss2.0.xml


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