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Il fossile di dinosauro più piccolo di sempre

Nessuna creatura vivente oggi ha la stessa struttura dell’Oculudentavis. “Sta rivelando una nicchia ecologica completamente diversa, di cui non conoscevamo nemmeno l’esistenza”, dice la co-autrice dello studio Jingmai O’Connor, paleontologa presso l’Istituto di paleontologia dei vertebrati e paleoantropologia della Cina. “È divertente ma è anche un vero e proprio puzzle e ogni cosa di questo dinosauro è davvero strana”.

“Questa è davvero una delle scoperte più rare e spettacolari di sempre!” dice in una e-mail il paleontologo Ryan Carney dell’Università della Florida Meridionale, che non è stato coinvolto nello studio. “È come catturare un lampo del cretaceo in una bottiglia, quest’ambra preserva un’istantanea senza precedenti del cranio di un dinosauro in miniatura dotato di nuove e straordinarie caratteristiche”.

Un muso dai denti aguzzi

Quando Lida Xing ha visto per la prima volta il fossile, ha pensato che fosse “troppo strano”. Il paleontologo presso la China University of Geosciences e autore capo del nuovo studio ha pensato per il muso lungo e i grandi occhi dell’animale a un uccello primitivo. Ma Xing era sorpreso dal fatto che avesse così tanti denti, apparentemente più di qualsiasi altro uccello dentato del Cretaceo. Ben 23 denti, ognuno lungo meno di un millimetro, punteggiavano la mascella superiore destra della creatura.

Per dare un’occhiata più approfondita al cranio, Xing ha portato il pezzo d’ambra presso una struttura di Shangai per radiografie ad alta potenza in modo da poter catturare i globuli rossi. Il ricercatore ha poi inviato le radiografie a O’Connor, una specialista in uccelli imparentati con i dinosauri, che è rimasta sbalordita da quello che ha visto.

“Questo fossile era così incontaminato e ben preservato”, afferma O’Connor. “Era ‘qualcosa’ di perfetto”. Per scoprire l’età del dinosauro, O’Connor e colleghi si sono concentrati sulle scansioni del cranio e hanno osservato la fusione delle ossa, un’indicazione della maturità dell’animale. I ricercatori hanno dunque determinato che l’Oculudentavis è morto in età adulta o quasi – facendo della sua piccola dimensione una caratteristica ancora più insolita”.

Occhi come nessun altro uccello

L’insolita creatura aveva anche occhi così grandi che sembravano fuoriuscire dai lati della testa. Interdetta, O’Connor ha deciso di contattare il paleontologo “degli occhi”, Lars Schmitz, ricercatore presso la W.M. Keck Science Department che studia l’evoluzione della capacità visiva.

Quando Schmitz ha visto per la prima volta le radiografie del cranio, ha realizzato che gli occhi assomigliavano ai grandi occhi dei piccoli uccelli, il che rafforzava l’ipotesi secondo cui il fossile di Oculudentavis fosse quello di un adulto.

I rettili e gli uccelli hanno piccoli anelli ossei nei loro occhi che li aiutano a supportare gli organi visivi. Le placche che comprendono questi anelli sono solitamente a forma di stretti rettangoli, ma nell’Oculudentavis le piccole ossa sono a forma di palline di gelato. “La forma vista lì non è presente in nessun altro uccello, o dinosauro”, spiega Schmitz.

A oggi gli unici animali con occhi dalla forma simile sono quelli delle lucertole diurne. In base a quanto scoperto dai ricercatori, l’Oculudentavis utilizzava i suoi insoliti occhi grandi per nutrirsi durante il giorno, catturando gli insetti con il suo muso dentato.

Oggi, l’uccello più simile potrebbe essere il todo, un uccello caraibico dal corpo minuto che si nutre di insetti, dice Jen Bright, biologa e specialista di cranio d’uccelli presso l’Università di Hull. Ma il cranio del todo è grande il doppio di quello del fossile di Oculudentavis”. “Aver trovato un fossile di vertebrato così piccolo è abbastanza sconvolgente”, spiega la ricercatrice. “È così bizzarro, lo adoro!”.


Fonte: http://www.nationalgeographic.it/rss/all/rss2.0.xml


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