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Scuola, a un mese dall'avvio mancano migliaia di prof

ROMA – All’Istituto comprensivo Ardigò di Padova, presidio dalle scuole d’infanzia alle medie, il dirigente scolastico Andrea Mudo ha inviato trecento mail – trecento – per trovare un docente. Una supplenza. Nessuno ha risposto. “Molti giovani prima si inseriscono nelle graduatorie dei singoli istituti e poi non accettano l’insegnamento che offriamo. Una cosa del genere non  l’avevo mai vsta”. E’ trascorso un mese dall’avvio dell’anno scolastico, trentadue giorni per l’esattezza, e l’emergenza contagi ha messo la sordina a una questione centrale della scuola italiana: mancano ancora i docenti, professori di medie e superiori soprattutto, in quello che si va delineando – sul fronte reperimento supplenze – come il peggior anno scolastico della storia repubblicana.   In Emilia Romagna per nominare 12.700 supplenti, ne sono stati convocati 82.000. A Modena, per dieci supplenti alla materna 980 convocazioni: giorni e giorni di chiamate a vuoto. “Da una parte i precari hanno paura del contagio, in particolare alla materna dove non c’è il distanziamento”, dice il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Stefano Versari, “ma devo anche pensare che c’è chi preferisce a una faticosa cattedra il reddito di cittadinanza”. Un’altra spiegazione possibile è legata alle cosiddette chiamate Covid: i docenti supplenti con un contratto che cesserà di fronte a un lockdown parziale o totale. In verità, è stato approvato un emendamento parlamentare che dovrebbe cambiare la legge avida, ma il panorma è così confuso e arruffato che è difficile per un precario scegliere in questo oceano di speciali incertezze. Proprio a Modena e provincia le ultime ricognizioni dicono che tra docenti e amministrativi ci sono ancora 4.000 vuoti: un numero enorme. Quattrocenticinquanta posti vacanti sono solo sul sostegno.

A proposito, il sindacato Gilda scrive: “Le difficoltà di assunzione e l’organico Covid sono questioni interconnesse perché prima di accettare una supplenza su una cattedra che potrebbero perdere poco dopo, i docenti precari, come è comprensibile, preferiscono aspettare la convocazione dalle Graduatorie online o dalle Graduatorie di istituto. La narrazione rassicurante, in cui la ministra dell’Istruzione continua instancabilmente a spendersi, è smentita dai ritardi a catena e dalle realtà vissute ogni giorno dalle scuole, dove gli studenti devono fare i conti con la mancanza di insegnanti che li costringe a orari ridotti, presenze in classe a gruppi e giorni alterni e alla didattica a distanza”.   “Entro il 26 settembre le nomine saranno tutte  a posto”, aveva detto alla terza convocazione la ministra Lucia Azzolina, dopo aver spostato le date dell’uno e del quattordici. La situazione, affidata a un controllo dei sindacalisti sul territorio della Cisl scuola, fino a poche ore fa era questa.

A Bologna per l’infanzia e la primaria si è tornati a chiamare dalle cosiddette Messe a disposizione, le Mad, che poi sono i neolaureati che inviano direttamente ai dirigenti scolastici il loro curriculum. La Azzolina aveva promesso che non avrebbe più utilizzato questo istituto. Va segnalato un problema aggiuntivo, con le Mad: in una nota del capo Dipartimento Max Bruschi ea stato sottolineato che chi si inseriva nella famose graduatorie online dette Gps non poteva presentare curriculum per le Messe a disposizione, novità che ha rallentato ulteriormente la prese delle cattedre da parte di precari. Segnala la Cils che ci sono precari laureati in Psicologia che vogliono cancellarsi dalla loro classe di concorso, la A018 – consente di insegnare alle superiori – per presentare alle scuole un curriculum Mad senza titolo utile per l’infanzia e primaria. Sono escamotage diffusi, quest’anno, per cercae di oltrepassare il ginepraio dell’arruolamento. A Torino, a Brescia e a Mantova le graduatorie Gps sono ancora da esaurire. A Firenze mancano 800 posti. A Lodi mancano tutte le nomine di sostegno da graduatoria incrociata. A Massa e Lucca si convoca ancora dalle Graduatorie per le supplenze, l’invenzione azzoliniana che si è dimostrata il guaio principe dell’anno scolastico 2020-2021. A Napoli la revisione delle Gps è continua: errori nell’inserimento dei titoli, alcuni palesi falsi. Già. Nei provveditorati i rifiuti sono a blocchi: assente, assente, assente. “E’ una situazione fuori controllo, è impossibile fare conteggi, dire quante cattedre ancora mancano, non lo sanno neppure gli uffici scolastici”. Lo dice Maddalena Gissi, segretaria della Cisl scuola, lo ribadiscono Flc Cgil, Gilda, persino l’Anief, il sindacato dove la ministra ha fatto pratica prima dell’avvio alla carriera politica. Ancora Gissi: “Molti rifiuti arrivano da docenti del Sud che non intendono salire al Nord: spenderebbero 900 euro al mese con uno stipendio da 1.300”.

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